e

Sabato 28 gennaio 2023, ore 17.00
Milano, Sala Verdi del Conservatorio

Evento promosso da Fondazione Arturo Toscanini e Unione Nazionale Camere Minorili
In collaborazione e con il patrocinio di Conservatorio di Milano, Ordine degli Avvocati di Milano, Associazione Puntozero

 

Interventi di
Alberto Triola Sovrintendente e Direttore Artistico Fondazione Arturo Toscanini
Grazia Cesaro Presidente Unione Nazionale Camere Minorili
Sabrina Capecchi Responsabile programma Community music La Toscanini
Ofelia Valentino Avvocato settore penale

 

EL SIMBA Rapper
JOSEENA Voce
MIHAELA COSTEA Violino *
FRANCESCO MIGLIARINI Percussioni **

El Simba
Una speranza mille sentimenti
Arrangiamento originale di Andrea Coruzzi per voci, violino e percussioni

* Primo violino della Filarmonica Arturo Toscanini
** Timpanista della Filarmonica Arturo Toscanini

 

STANISLAV KOCHANOVSKY Direttore
VALERIY SOKOLOV Violino
FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893)
Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 35
Allegro moderato
Canzonetta. Andante
Finale. Allegro vivacissimo

Sergej Rachmaninov (1873-1943)
Danze sinfoniche, op. 45
Non allegro
Andante con moto (tempo di Valse)
Lento assai – Allegro vivace – Lento assai – Allegro vivace

Note

Pare che Cajkovskij si obbligasse a comporre per un certo numero di ore al giorno: pensava durante la passeggiata postprandiale e metteva su carta la mattina dopo, il tutto al netto del tempo passato a scrivere alla confidente Nadezda von Meck, dodicimila lettere in quattordici anni. È grazie a una di queste che sappiamo per esempio che il 10 marzo 1878 a Clarens, Svizzera, aveva appena finito il primo movimento del concerto per violino e si apprestava al secondo. E dato che scrivere ogni giorno non significa conservare tutto, la prima idea del secondo movimento fu scartata e finì in un raccoltina per violino e piano (Souvenir d’un lieu cher), mentre quella buona divenne la “Canzonetta” misteriosa e malinconica del concerto.

Era un periodo idillico, per lui. Le Alpi e il Lago di Ginevra – e la rendita che gli spediva la Von Meck – facevano il loro. Dice il saggio che amare il proprio lavoro è come non lavorare, e infatti il concerto fu una vacanza: «La mia felice vena creativa non mi ha abbandonato, sicché il comporre perde il carattere di lavoro e diventa pura beatitudine». Un po’ meno per Josif Kotik, a cui era destinata la parte solista, che si ritirò spaventato per le difficoltà. In effetti, nonostante l’idea portante del primo movimento – una di quelle ariose melodie Cajkovskiane che gli hanno attirato le smorfie dei superciliosi ma non, giustamente, del pubblico – qui il violino ha da sudare come ai tempi di Paganini. Concerto comunque godibilissimo. Funziona così: il solista inventa, sviluppa, s’intenerisce, perora, saltella, strappa, avvita, fluttua, il tutto con una certa intimità assertiva; l’orchestra asseconda e ogni tanto spalanca il salone, accende i lampadari e fa scena come una falange in guanti bianchi intorno a un istrione eclettico che finisce il suo show in un rondò tra farciture tzigane e cadenze funamboliche, dando fondo a quanto gli rimane dentro l’anima.

Anche Rachmaninov nelle Danze sinfoniche segue lo stesso percorso appassionato e comunicativo. Siamo al tramonto della sua vicenda creativa, a Beverly Hills. Nate per pianoforte a quattro mani (provate a casa con Horowitz), le trascrisse poi per la Philadelphia Orchestra, che le eseguì a inizio 1941. Timbri di ogni genere, compresi sax, grancassa, tamburello, tam-tam, glockenspiel e campane tubolari; nostalgie folcloristiche; qualche spruzzata di Stravinskij (che peraltro gli si stava antipatico, ricambiato). Ma si prendano queste danze a fette: uno strappo degli archi, un tintinnio di xilofono, una zampettata di oboe, un richiamo di ottoni. E si faccia per ognuna il giochino delle somiglianze (Dvorák? Ravel? Prokof’ev? un film di Greta Garbo?). Rachmaninov chiude gli occhi verso i tempi moderni, l’estetica come funzione pratica non fa per lui, creare significa sublimare il passato in forme nuove. Stavolta però il Dies Irae nella coda finale, già usato in altri suoi brani, ha un che di sontuosamente macabro: l’arte salva la vita, ma la vita e l’arte sono alla fine.

Giuseppe Martini
per La Toscanini, Teatro Regio di Parma, Società dei Concerti di Parma

Interpreti

STANISLAV KOCHANOVSKY

Nasce e studia a San Pietroburgo ed è oggi considerato tra i più brillanti direttori russi. Con una profonda conoscenza ed esperienza del repertorio sinfonico ed operistico maturata durante i suoi anni formativi come direttore residente del Mikhailovsky Theatre e come Direttore Principale della State Safonov Philharmonic Orchestra, Kochanovsky sta ora ricevendo attenzione dalle orchestre e teatri d’opera di tutto il mondo.
Ospite regolare dell’Orchestre de Paris, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Rotterdam Philharmonic, Netherlands Radio Philharmonic, Philharmonia Orchestra londinese, Oslo Philharmonic, Danish National Symphony, Netherlands Philharmonic, Dresden Philharmonie, Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo, Malaysian Philharmonic e delle principali orchestre russe fra le quali la St. Petersburg Philharmonic, la Mariinsky Orchestra, la Russian National Orchestra, la National Philharmonic of Russia e la Moscow Philharmonic Orchestra, Stanislav Kochanovsky ha recentemente riscosso un grande successo nei suoi debutti con la Royal Concertgebouw Orchestra, i Wiener Symphoniker, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la HR-Sinfonieorchester di Francoforte, la Royal Stockholm Philharmonic e la Israel Philharmonic.
In seguito al grande successo del suo debutto al Verbier Festival nel 2017 con la Verbier Festival Academy, è ormai ospite regolare dirigendo ogni anno un’opera in concerto: Eugene Onegin (2017), Rigoletto (2018), Die Zauberflöte (2019), e un programma sinfonico con i solisti Lucas Debargue e Mikhail Pletnev. Tornerà al prestigioso festival svizzero nel 2022 con Hansel e Gretel. È inoltre ospite regolare dello Stars of the White Nights di San Pietroburgo, del Klarafestival di Bruxelles e di MITO SettembreMusica di Milano e Torino.
Recenti impegni operistici hanno incluso Pique Dame e Eugene Onegin (Opernhaus Zürich), Iolanta (Maggio Musicale Fiorentino), Prince Igor (Dutch National Opera Amsterdam) e Boris Godunov (Korean National Opera), lavorando con registi come Dmitri Tcherniakov e Barrie Kosky. Come direttore ospite, Stanislav si esibisce regolarmente al Teatro Mariinsky (Tosca, Madama Butterfly, Eugene Onegin, Iolanta, Boris Godunov, Samson et Dalilah, Khovanschina), e ha più di trenta opere nel suo repertorio.
Oltre alla sua dedizione alla direzione dei pilastri del repertorio classico, Stanislav Kochanovsky ha un profondo interesse per le opere raramente eseguite. Nelle ultime stagioni, ha diretto lavori rari come il “Requiem” di Ligeti, “Prefatory Action. Mysterium” di Scriabin-Nemtin e il “Psalmus Hungaricus” di Kodály con la Belgian National Orchestra, l’opera incompiuta “The Gambler” di Shostakovich con la St.Petersburg Chamber Opera; “Silence” di Myaskovsky e la Sinfonia n. 21 “Kaddish” di Mieczyslaw Weinberg con la Russian National Philharmonic; le cantate di Jan van Gilse “Sulamith” e Sergei Taneev “Giovanni di Damasco” con la Netherlands Radio Philharmonic. Stanislav è anche impegnato a portare all’attenzione del pubblico opere di compositori viventi come Dean, Fedele, Broström, Visman, Campogrande, Martinsson, Golijov, Thorvaldsdottir, Tarnopolski, Rääts, Vasks, fra i molti altri.
Stanislav Kochanovsky ha frequentato la scuola corale Glinka nella sua città natale, San Pietroburgo, prima di diplomarsi con lode al Conservatorio Rimsky-Korsakov, dove ha studiato direzione corale con la Prof. Tatiana Khitrova (2004), organo con la Prof. Nina Oksentyan (2004) e direzione lirico-sinfonica con il Prof. Alexander Titov (2008). La sua collaborazione con il Teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo è iniziata nel 2007 dove, dall’età di 25 anni, ha avuto la preziosa opportunità di dirigere oltre 60 spettacoli di opera e balletto.

VALERIY SOKOLOV

Nato nel 1986 a Kharkov in Ucraina, Valeriy Sokolov all´età di tredici anni si è traferito in Inghilterra per studiare con Natalia Boyarskaya alla Yehudi Menuhin School. Ha proseguito i suoi studi con Felix Andrievsky, Marc Lubotsky, Ana Chumachenko, Boris Kuschnir e Gidon Kremer a Londra, Amburgo e Vienna.
Nel 2005 si è aggiudicato il Primo Premio al Concorso Internazionale George Enescu di Bucarest. Ad oggi è uno tra gli artisti più talentuosi della sua generazione.
Si esibisce con le principali orchestre come la Philharmonia Orchestra, la Konzerthausorchester di Berlino, la Chamber Orchestra of Europe, l´Orchestre National de France, l’Orchestre de Paris, la Cleveland Orchestra, la BBC Symphony Orchestra, la Tonhalle-Orchester di Zurigo, la Rotterdam Philharmonic, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Seoul Philharmonic, la Filarmonica di Oslo, la Shanghai Symphony e la New Japan Philharmonic Orchestra. Collabora con direttori del calibro di Vladimir Ashkenazy, David Zinman, Susanna Mälkki, Andris Nelsons, Peter Oundjian, Juraj Valčuha, Santtu-Matias Rouvali, Yannick Nézet-Séguin. Incide in esclusiva per Erato records (precedentemente EMI Classics), con la quale ha sviluppato un’ampia discografia, a partire della Sonata n. 3 di Enescu del 2009. Il suo primo concerto su DVD, il Concerto per violino di Sibelius con la Chamber Orchestra of Europe sotto la direzione di Vladimir Ashkenazy, e il film Un violon dans âme / Natural born fiddler di Bruno Monsaingeon, girato a Toulouse nel 2004, hanno ricevuto critiche entusiastiche e continuano ad essere proposti di frequente su ARTE TV.
Nel 2010 ha registrato i concerti di Bartok e Tchaikovsky con la Tonhalle-Orchester Zurich diretta da David Zinman. È apparso in molti importanti festivals e sale europei tra cui Wigmore Hall, Verbier, Lockenhaus e al Festival di Lucerna, nonché il Théatre du Chatelet, Prinzregenten Theater Munich, Lincoln Center, Royal Festival Hall e Musikverein Vienna. Ha portato il progetto cameristico con Lisa Batiashvili e Gautier Capuçon nelle principali cittá europee (Paris, Vienna, Colonia, Amsterdam, Londra).
Nella stagione 2021/2022 si è esibito con la Bournemouth Symphony Orchestra con Kirill Karabits, l´Orchestre Phiharmonique de Monte-Carlo diretta da Cristian Macelaru. Sotto la condotta di Juraj Valcuha ha suonato con l’Orchestra del Teatro di San Carlo, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, la Filarmonica della Scala e la SWR Symphonieorchester.

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

La Filarmonica Arturo Toscanini nasce a Parma nel 2002 come prosecuzione della storica Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini. Oggi è considerata tra le più importanti orchestre sinfoniche italiane.
Tra i grandi direttori che l’hanno guidata: Gianandrea Gavazzeni, Vladimir Delman, Kurt Masur, Lorin Maazel, Georges Prêtre, Zubin Mehta, Jurij Temirkanov, Vladimir Jurowski, James Conlon, Michele Mariotti, Riccardo Frizza, Omer Meir Wellber, Alpesh Chahuan e Fabio Luisi.
Numerose sono le collaborazioni con importanti solisti, tra cui: Misha Maisky, Ivo Pogorelich, Jean-Yves Thibaudet, Maxim Vengerov, Krystian Zimerman, Viktoria Mullova, Gil Shaham, Vadym Kholodenko, Pablo Ferrandez, Simone Rubino, Carmela Remigio, Marianna Pizzolato, Matthew Polenzani.
Dal 2020 Enrico Onofri è il Direttore Principale. La sua nomina si inserisce nel percorso di approfondimento della prassi esecutiva e del repertorio sia classico che preclassico anche grazie all’ospitalità di prestigiosi specialisti quali Federico Maria Sardelli, Rinaldo Alessandrini, Ton Koopman, Fabio Biondi, Christophe Rousset.
Dalla Stagione 2021/2022 Kristjan Järvi è il Direttore Ospite Principale. Onofri e Järvi sono figure fondamentali per il percorso di affinamento tecnico e stilistico dell’orchestra insieme al maestro Omer Meir Wellber, Direttore Musicale del Festival Toscanini.
La Filarmonica è acclamata da pubblico e critica nelle maggiori sale da concerto di tutto il mondo in città quali Washington, New York, Madrid, Gerusalemme, Tokyo, Pechino, Algeri e molte altre.
Ha sede nel Centro di Produzione Musicale Arturo Toscanini e si esibisce, principalmente, nell’Auditorium Paganini progettato da Renzo Piano.
Dal 2012 la Filarmonica Toscanini è partner del Festival Verdi di Parma, un sodalizio artistico nel nome di due prestigiosi musicisti parmigiani, Verdi e Toscanini.

Violini Primi
Mihaela Costea**
Valentina Violante*
Elia Torreggiani
Giulio Franchi°
Camilla Mazzanti
Giusy Adiletta°
Federica Vercalli
Simone Scabardi°
Emilie Chigioni
Elisa Scanziani°
Angioletta Iannucci Cecchi°
Alessia Avagliano°

Violini Secondi
Viktoria Borissova*
Jasenka Tomic
Daniele Ruzza
Alessandro Cannizzaro°
Sara Colombi
Mattia Osini°
Claudia Piccinini
Ruben Giuliani°
Giorgia Brancaleon°
Fang Xia°

Viole
Andrea Maini*°
Carmen Condur
Matteo Benassi°
Sara Screpis
Diego Spagnoli
Ruxandra Narcisa Stefan°
Ilaria Negrotti
Zironi Daniele

Violoncelli
Pietro Nappi*
Vincenzo Fossanova
Beata Marta Kolodziej°
Fabio Gaddoni
Martino Maina°
Filippo Zampa

Contrabbassi
Antonio Mercurio*
Pierluigi Bartolo Gallo°
Claudio Saguatti
Antonio Bonatti

Flauti
Sandu Nagy*
Lucia Magolati

Ottavino
Simone Candiotto°

Oboi
Gian Piero Fortini*
Silvia Mori°

Corno Inglese
Massimo Parcianello

Clarinetti
Daniele Titti*
Stefano Borghi°

Clarinetto Basso
Miriam Caldarini

Sax Contralto
Massimo Ferraguti*°

Fagotti
Davide Fumagalli*
Edoardo Filippi°

Controfagotto
Fabio Alasia

Corni
Ettore Contavalli*
Davide Bettani
Fabrizio Villa*
Simona Carrara

Trombe
Roberto Rigo*°
Marco Catelli
Cristina Zambelli° 

Tromboni
Riccardo Gatti*°
Gianmauro Prina
Riccardo Ceretta°

Tuba
Arcangelo Fiorello°

Timpani
Francesco Migliarini*

Percussioni
Alessandro Pedroni°
Tommaso Salvadori°
José Vicente Espì Causera°
Andrea Tiddi°
Jorge Renes Lopez°

Arpa
Davide Burani*°

Pianoforte
Davide Carmarino*°

 

** spalla
* prima parte
° professore aggiunto