Il progetto Community Music della Fondazione Arturo Toscanini inaugura “In Orbita”, la rassegna che anticipa il Festival della Valle d’Itria

Nato all’interno degli Istituti Penitenziari di Parma come progetto “Community Music” della Fondazione Arturo Toscanini, Naufragi arriva per la prima volta in Puglia e inaugura In Orbita, la rassegna che precede il 52° Festival della Valle d’Itria.

Lo spettacolo sarà in scena a Martina Franca il 10 luglio in Contrada San Paolo e l’11 luglio al Villaggio del Fanciullo, portando nel territorio pugliese un progetto che utilizza la musica e le arti performative come strumenti di partecipazione, inclusione sociale e costruzione di relazioni. Attraverso i temi del mare, del viaggio e dell’incontro tra culture differenti, Naufragi invita infatti a riflettere sulle possibilità di dialogo e di comunità che nascono dall’ascolto reciproco.

Il progetto ha preso forma nel 2025 grazie alla collaborazione tra la Fondazione Arturo Toscanini e la compagnia teatrale Anellodebole, coinvolgendo le persone detenute degli Istituti Penitenziari di Parma, i giovani attori della compagnia e i musicisti della Filarmonica Toscanini in un percorso laboratoriale che ha intrecciato teatro, musica e storie di vita. Promosso da Coop. Mani Parlanti e dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna, Naufragi ha costruito fin dalla sua origine uno spazio in cui ogni voce potesse trovare ascolto e dignità attraverso il linguaggio artistico.

Al centro dello spettacolo vi è una drammaturgia ispirata a La Tempesta di William Shakespeare e alimentata dai testi e dalle riflessioni emersi durante i laboratori, mentre la componente musicale è affidata al Trio d’archi della Filarmonica Arturo Toscanini composto da Caterina Demetz al violino, Ilaria Negrotti alla viola e Claudio Saguatti al contrabbasso. Le loro esecuzioni delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach accompagnano il racconto come una presenza viva, capace di evocare il mare, il viaggio e le trasformazioni che ogni attraversamento porta con sé.

La particolarità di Naufragi risiede però nella sua natura aperta e in continua evoluzione. Lo spettacolo non viene semplicemente riproposto, ma si trasforma ogni volta attraverso l’incontro con nuove persone e nuovi territori. La drammaturgia lascia volutamente spazio a contributi esterni e il materiale raccolto durante i laboratori entra a far parte della performance, rendendo ogni edizione unica e irripetibile.

Per il Festival della Valle d’Itria 2026, il progetto amplia la propria rete di collaborazioni costruendo un ideale ponte tra nord e sud Italia. Accanto alla Fondazione Arturo Toscanini, agli Istituti Penitenziari di Parma e alla compagnia Anellodebole, partecipano infatti la cooperativa sociale Comunità Oasi 2 di Trani, impegnata nell’accoglienza di persone con background migratorio, la Fondazione San Girolamo Emiliani – Villaggio del Fanciullo di Martina Franca e la scuola primaria “S. Paolo” dell’Istituto Comprensivo Statale “Grassi” di Martina Franca.

Prima degli spettacoli sono previsti tre workshop di teatro e musica: il 9 luglio con i rifugiati e richiedenti asilo accolti dalla Comunità Oasi 2 di Trani, il 10 luglio con i bambini della scuola primaria S. Paolo e l’11 luglio con i ragazzi del Villaggio del Fanciullo. Le storie, le parole e le esperienze emerse durante questi incontri entreranno nella drammaturgia e contribuiranno a costruire una nuova versione di Naufragi.

Le persone coinvolte nei laboratori prenderanno parte agli spettacoli insieme agli attori e ai musicisti, mentre anche il pubblico sarà chiamato a partecipare ad alcuni momenti della performance. Ne nasce una produzione artistica condivisa, aperta e inclusiva, capace di coinvolgere spettatori di ogni età e di raccontare un Mediterraneo fatto di incontri, scambi e accoglienza.

Non è un caso che Naufragi apra proprio il percorso che conduce al Festival della Valle d’Itria 2026, dedicato al tema del Mediterraneo. I temi che attraversano il progetto – il viaggio, l’approdo, l’incontro con l’altro, la possibilità di costruire nuove comunità – dialogano infatti profondamente con la riflessione proposta dal Festival. Prima ancora che si alzi il sipario sulle opere e sui concerti della manifestazione, il Mediterraneo prende così forma nelle storie e nelle voci di chi lo attraversa, lo abita o lo immagina.

Per la Fondazione Arturo Toscanini, Naufragi rappresenta una delle esperienze più significative del programma “Community Music”: un progetto nato a Parma che continua il proprio viaggio incontrando nuove comunità e confermando la capacità della musica e delle arti di creare relazioni, abbattere barriere e generare partecipazione.

Per maggiori informazioni: https://www.fondazionetoscanini.it/