Report Annuale 2025

Fondazione Toscanini, Report 2025: eccellenza artistica, crescita economica e una organizzazione giovane e orientata al futuro
Il Report Annuale 2025 racconta oltre 800 attività, crescita economica, formazione, welfare culturale e un’età media under 40: numeri e storie di una delle principali istituzioni culturali dell’Emilia-Romagna

PARMA – Otto virgola nove milioni di euro di ricavi, 823 attività realizzate nell’arco di un anno, un tasso di riempimento delle sale dell’83% e un’età media del personale di 39 anni. Sono questi i numeri con cui la Fondazione Arturo Toscanini apre il proprio Report Annuale 2025, presentato oggi nella Sala del Consiglio Comunale di Parma davanti a istituzioni, partner e media.

Ad aprire i lavori è stato il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Parma Lorenzo Lavagetto, seguito dai saluti del Presidente della Fondazione Toscanini Paolo Pinamonti, che ha dichiarato: «Alla luce dei dati del report annuale della Fondazione Toscanini, non posso non rallegrarmi per l’esito virtuoso delle nostre numerose attività, fattore importante dell’offerta culturale della nostra Regione. Il mio ringraziamento va alle istituzioni pubbliche per il fondamentale apporto, agli sponsor, al nostro pubblico, al consiglio d’amministrazione e a tutti i dipendenti della Fondazione.»

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Ruben Jais ha illustrato poi nel dettaglio dati e linee strategiche; le conclusioni sono state affidate all’Assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni.

Il report restituisce l’immagine di un’istituzione che ha saputo trasformare la propria storia -quest’anno celebra il cinquantesimo anniversario – in una piattaforma culturale contemporanea, capace di coniugare eccellenza artistica, solida gestione e radicamento nel territorio.

823 attività: una piattaforma culturale per l’Emilia-Romagna

Nel 2025 la Toscanini ha realizzato 823 attività, distribuendo la propria presenza su tutto il territorio regionale e non solo, attraverso concerti sinfonici, tournée, produzioni originali, progetti educational, iniziative di welfare culturale e laboratori di partecipazione. Un volume di lavoro che racconta qualcosa di preciso: la Fondazione non si limita a programmare stagioni, ma costruisce un sistema culturale diffuso, capace di raggiungere pubblici diversi in contesti diversi.

«Negli ultimi anni il ruolo di una istituzione musicale è profondamente cambiato» dichiara il Sovrintendente e Direttore Artistico, Ruben Jais. «Oggi un’orchestra non può limitarsi alla produzione concertistica, pur restando quella la sua missione centrale. Deve saper costruire relazioni con il territorio, parlare a pubblici differenti, investire nella formazione e creare occasioni di partecipazione culturale che abbiano continuità nel tempo.
È la direzione che, insieme al nostro Consiglio di Amministrazione, abbiamo voluto dare alla Toscanini: mantenere alta la qualità artistica ampliando progressivamente il ruolo della Fondazione come soggetto culturale attivo sul territorio. La crescita delle attività educational, il lavoro della Toscanini Academy, i progetti europei, le iniziative di welfare culturale e il coinvolgimento di nuovi pubblici fanno parte di una stessa visione.
Credo che oggi la sfida più importante per una istituzione culturale sia continuare a produrre eccellenza artistica senza chiudersi in una dimensione autoreferenziale, ma rimanendo presente nella vita contemporanea delle comunità, delle città e dei territori in cui opera.»

A confermare la solidità di questo rapporto con il pubblico è il tasso medio di riempimento delle sale, attestatosi all’83%.

Sul versante delle nuove generazioni, oltre 5.000 giovani sono stati raggiunti nel corso dell’anno attraverso percorsi educational, laboratori didattici e iniziative di partecipazione culturale. Non si tratta di un’attività accessoria: la costruzione del pubblico di domani è una scelta strategica esplicita della Fondazione, che considera l’accessibilità e l’inclusione parte integrante della propria missione artistica. La musica, in quest’ottica, non è un prodotto da consumare ma uno strumento di sviluppo personale e collettivo.

«La Fondazione Arturo Toscanini rappresenta una delle realtà culturali più dinamiche e strategiche non solo per Parma, ma per l’intera Emilia-Romagna – ha dichiarato Lorenzo Lavagetto, Vicesindaco e Assessore alla Cultura. – È particolarmente significativo vedere come, accanto all’eccellenza musicale, crescano le attività dedicate alla partecipazione culturale, alla formazione e al coinvolgimento delle nuove generazioni.
La cultura oggi ha il compito di costruire comunità, creare occasioni di incontro e favorire inclusione e cittadinanza attiva. In questo senso la Toscanini svolge un ruolo prezioso, portando la musica fuori dai luoghi tradizionali, dialogando con il territorio e avvicinando migliaia di giovani attraverso percorsi formativi, laboratori e iniziative di partecipazione. Investire sui giovani significa investire sul futuro culturale della nostra città e della nostra regione, formando nuovi pubblici e nuove sensibilità.»

Il 2025 è stato anche l’anno del cinquantesimo anniversario della Fondazione, celebrato con iniziative artistiche e istituzionali che hanno riletto mezzo secolo di presenza nella vita culturale di Parma, dell’Emilia-Romagna e del Paese.

Solidità economica e capacità di attrarre risorse private

I dati economici del Report Annuale 2025 confermano un trend di consolidamento che va ben oltre la tenuta dei conti.

I ricavi complessivi della Fondazione hanno raggiunto gli 8,9 milioni di euro, segnando una crescita del +6,7% rispetto all’anno precedente. Ancora più significativo è il dato relativo alla capacità di attrarre risorse private: oltre 715.000 euro di ricavi da sponsorship, un risultato che si colloca significativamente al di sopra dei benchmark di settore. Questo numero misura qualcosa che i bilanci faticano a descrivere: la credibilità della Fondazione come interlocutore per imprese, fondazioni e partner privati. Non è solo una questione di fondi raccolti, ma di posizionamento, cioè la capacità di proporsi come soggetto affidabile, con una visione chiara e una capacità di impatto dimostrabile.

La combinazione di crescita dei ricavi totali e incremento delle entrate private delinea un modello organizzativo sempre più capace di integrare il sostegno pubblico con una progettualità culturale sostenibile nel lungo periodo.

Il capitale umano: un’organizzazione giovane, qualificata e orientata al futuro

Tra i dati più significativi del report emerge anche il profilo organizzativo della Fondazione.

L’età media del personale è pari a 39 anni, un dato che colloca oggi la Toscanini tra le realtà culturali più giovani del panorama nazionale e che restituisce l’immagine di una struttura dinamica, costruita negli anni attraverso un progressivo investimento sulle competenze e sulla crescita professionale.
Altrettanto significativo il profilo territoriale: il 74,64% delle giornate lavorative realizzate nel corso dell’anno ha coinvolto professionisti provenienti dall’Emilia-Romagna. Musicisti, tecnici, operatori culturali, professionisti dell’organizzazione: il lavoro della Toscanini genera occupazione qualificata e contribuisce allo sviluppo di una filiera culturale regionale con una propria identità e una propria competenza.

Questo dato va letto insieme all’investimento in formazione: nel 2025 la Fondazione ha destinato oltre 166.000 euro ad attività formative – 252 in tutto – rivolte a giovani musicisti, professionisti del settore e nuove generazioni di artisti. La Toscanini Academy ha consolidato in questo quadro il proprio ruolo come spazio di alta formazione musicale, contribuendo a creare opportunità concrete per talenti italiani e a garantire un ricambio generazionale di qualità nell’intero ecosistema musicale.

Community, welfare culturale e dimensione internazionale

Nel 2025 la Toscanini ha ulteriormente ampliato il proprio impegno nel campo del welfare culturale e dell’inclusione. Le attività di community engagement hanno raggiunto quasi 10.000 partecipanti attraverso 384 iniziative, con un investimento complessivo superiore a 324.000 euro. Scuole, famiglie, comunità locali: la musica come strumento di coesione sociale e di accesso alla cultura.

Tra i progetti sviluppati nel corso dell’anno si segnalano in particolare PASS e Music Elisir: il primo dedicato alla cooperazione culturale europea, il secondo al valore della musica come strumento di benessere individuale e collettivo. Due progettualità che collocano la Fondazione all’interno di reti e dibattiti che vanno ben oltre i confini regionali.

A completare il profilo internazionale della Toscanini, i risultati della Toscanini Competition 2025: 178 candidature provenienti da 39 Paesi e 5 continenti. Un concorso che non è solo un evento artistico, ma uno strumento di posizionamento globale – per la Fondazione e per l’Italia – nel panorama musicale internazionale.

“La Fondazione Toscanini – sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni – è un’istituzione che ha fatto dell’eccellenza la propria caratteristica distintiva. Le sue molteplici attività sono riconosciute come un punto di riferimento per la promozione e la diffusione della cultura musicale, capace di coinvolgere anche i giovani musicisti che a Parma trovano un luogo dove coltivare passione e talento. Come dimostra anche questo Report, è un esempio concreto di come la cultura non sia solo una preziosa opportunità per la coesione sociale e la crescita delle comunità, ma anche un motore economico reale che genera occupazione qualificata, attrae risorse private, alimenta una filiera professionale radicata nel territorio e produce un impatto misurabile sull’economia regionale. Dati come la crescita dei ricavi, la capacità di attrarre investimenti e il fatto che quasi tre quarti delle giornate lavorative coinvolgano professionisti dell’Emilia-Romagna ci dicono che investire in cultura significa investire nello sviluppo del territorio a tutti i livelli. E ne siamo molto orgogliosi, visto che la Regione Emilia-Romagna, oltre trent’anni fa, ha contribuito come socio fondatore, insieme al Comune e alla Provincia di Parma, a far nascere questa realtà”.