e

Filarmonica

Stagione di concerti 2019/2020

Filarmonica

2019/2020

La Toscanini cambia rotta e punta decisamente in alto. Fedele ai principi di inflessibile impegno perla qualità, coerenza di repertorio, rigore e passione incarnati da Arturo Toscanini – simbolo iconico di eccellenza e continua e instancabile ricerca -l’orchestra che ne porta il nome intraprende un ambizioso percorso di rilancio artistico, con un ingente sforzo in termini di investimento e impegno, rinnovando contenuti, profilo e immagine, secondo i migliori modelli internazionali di best practice artistica e gestionale.

L’anno di Parma capitale italiana della cultura offre una straordinaria opportunità per manifestare,con la più ampia visibilità, gli effetti di questa rinnovata ambizione. La nuova stagione si caratterizza con una sostanziale riqualificazione della proposta artistica; una scelta più incisiva e coerente degli ambiti repertoriali e dei profili dei musicisti ospiti, per un’identità artistica e musicale ben riconoscibile nel panorama nazionale e internazionale e una cultura del suono di matrice cameristica, che è alla base del far musica insieme.

Il massimo sforzo è stato dato nell’impegnare, fin da subito, il maggior numero possibile di direttori di primissimo piano internazionale. Si potranno finalmente applaudire, in alcuni casi al loro debutto in Auditorium Paganini, alcune tra le più prestigiose bacchette al mondo.

Non mancheranno splendidi solisti, a partire da Emmanuel Pahud, primo flauto dei Berliner Philarmoniker, dall’artist in residence della stagione Pablo Ferrández, ai violinisti Vadimin Gluzman, Ilya Gringolts, Carolin Widmann e Ray Chen.

Con le sinfonie beethoveniane Ottava e Nona si apre la Stagione 2019/2020 della Filarmonica Arturo Toscanini. La penultima e l’ultima: la sinfonia più breve, in cui l’autore recupera divertenti atmosfere settecentesche, e la più lunga: il capolavoro supremo che racchiude l’ode schilleriana Andie Freude presente nel suo cuore del fin dalla giovinezza.

A Beethoven di cui nel 2020, a livello planetario, si celebreranno i 250 anni dalla nascita, sono dedicati 8 dei 12 concerti. Con questi appuntamenti si completa il ciclo delle Sinfonie – iniziato con la Quinta e la Sesta nella stagione passata – alle quali si aggiungono tre Concerti: il Triplo, l’Imperatore per pianoforte ed il Concerto per violino, oltre alle Ouverture n. 3 Leonore e Egmont.

Un’approfondita dedica ad un maestro vero i cui capolavori hanno parlato, da subito, in modo intenso e nuovo poiché hanno rivelato, insieme alla sua granitica personalità, una problematica non solo estetica, ma spirituale e, per certi aspetti, politica e sociale. Beethoven rientra in questa programmazione come un astro che illumina di una luce nuova la storia musicale passata, a lui contemporanea, e futura: così l’ultima Sinfonia di Haydn la n.104, l’Ouverture dalla Medée di Cherubini (che Beethoven stimava incondizionatamente) o la prima di Schubert,composte a distanza di 15 anni.

Non può mancare Mozart, con la Sinfonia Parigi ed il Concerto per flauto K.313. Al salisburghese strizza l’occhio Busoni con il Divertimento in si bemolle per flauto solista composto nel 1920 come la Masques et bergamasques di Fauré.

Dal genio di Bonn ci si porta in avanti verso espressioni di un romanticismo pieno: Čajkovskij, Brahmse Bruckner (con la bellissima Sinfonia n. 2, di raro ascolto) la cui opera si esprime in toto nel segno dei modelli di Beethoven e di Schubert.

Rimanendo in area tedesca, anche due brani antitetici di Richard Strauss: l’energico quanto infuocato poema sinfonico Ein Heldenleben e Metamorphosen, uno dei capolavori più alti e più desolati che mai siano stati concepiti in musica.

A proposito di poema sinfonico: è in cartellone anche la Symphonie Fantastique, che così viene definita dal suo autore, Berlioz: “un’immensa composizione strumentale d’un genere nuovo, con cui cercherò d’impressionare fortemente gli ascoltatori”.

Ben oltre il romanticismo, scritto giusto cent’anni fa, L’oiseau de feu di Stravinskij continua a comunicare suggestioni: succede perché il racconto fiabesco si perde in una musica incandescente che soccombe al vortice della danza. Un altro russo, dalla mente immaginifica, è Šostakovič presente con il Concerto per violoncello n. 1 scritto nel 1959.

Lo sguardo alla musica italiana, oltre a Busoni, è profondo, tocca l’amatissimo Paganini con il Concerto n. 1 e tre autori del ‘900 raggruppati in un’unica serata: Petrassi (Primo Concerto per Orchestra), Casella (Concerto per Orchestra) e Ghedini (Musica Notturna). Ovvero alcuni dei maggiori rappresentati del nuovo movimento musicale che guarda alla produzione europea,
facendo rivivere la tradizione strumentale nostrana.

La Stagione è ulteriormente arricchita da brani in prima esecuzione assoluta, commissionati al composer in residence Fabio Massimo Capogrosso.

Il programma

della stagione

Scopri tutti gli appuntamenti

Stagione di concerti 2019/2020 - FILARMONICA
inizio ore 20.30

08

nov
08 nov Ore 20:30
09 nov Ore 20:30

Alpesh Chauhan

22

nov
22 nov Ore 20:30
23 nov Ore 20:30

Christophe Rousset

20

dic
20 dic Ore 20:30
21 dic Ore 20:30

Alpesh Chauhan

16

gen
16 gen Ore 20:30
17 gen Ore 20:30

Alpesh Chauhan

13

feb
13 feb Ore 20:30
15 feb Ore 20:30

Alpesh Chauhan

27

feb
27 feb Ore 20:30
28 feb Ore 20:30

Omer Meir Wellber

06

mar
06 mar Ore 20:30

Daniele Gatti

19

mar
19 mar Ore 20:30
21 mar Ore 20:30

Sesto Quatrini

01

apr
01 apr Ore 20:30
02 apr Ore 20:30

Michele Mariotti

16

apr
16 apr Ore 20:30
18 apr Ore 20:30

Trevor Pinnock

15

mag
15 mag Ore 20:30
16 mag Ore 20:30

Alpesh Chauhan

23

mag
23 mag Ore 20:30
24 mag Ore 20:30

Fabio Luisi