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Coro Universitario del Collegio Ghislieri

In Residenza

Da tempo il Coro Universitario del Collegio Ghislieri è una realtà solida e strutturata, attiva a livello sia formativo che concertistico e sempre accolta con entusiastici riconoscimenti. I suoi cantori lavorano costantemente sotto la guida dello staff artistico del Centro di Musica Antica Ghislieri di Pavia, insignito nel 2019 del prestigioso Premio “Abbiati” quale “Miglior attività musicale italiana”. Inoltre, il Coro Universitario si avvale della preziosa collaborazione, in qualità di tutor, dei cantanti di Coro e Orchestra Ghislieri, ensemble diretto da Giulio Prandi e presente sui più importanti palcoscenici internazionali, dal Concertgebouw di Amsterdam alla Philharmonie di Berlino, caratterizzato da un organico fortemente stabile negli anni e da un approfondito lavoro di ricerca interpretativa, che lo ha portato ad essere una delle più riconosciute realtà europee per il repertorio vocale e sacro del Settecento. I cantori del Coro Universitario beneficiano così di una formazione qualificata e di un passaggio continuo di competenze, grazie al fatto di poter lavorare fianco a fianco con musicisti di grande esperienza. Tutto questo è reso possibile dal contesto culturale del Collegio Ghislieri di Pavia, promotore del Centro di Musica Antica: un ente che, da oltre 450 anni, investe sulla formazione e sul futuro di studenti e giovani ricercatori selezionati esclusivamente sulla base del merito, e che da oltre 20 anni si è affermato anche come polo di ricerca, formazione e produzione musicale.
Al Ghislieri crediamo nella musica come momento di crescita culturale e umana, oltre che artistica. Il Coro Universitario è un coro giovane ma agguerrito, che lavora sulla vocalità e sui repertori in modo laboratoriale. In questo senso rimaniamo fedeli alla nostra vocazione universitaria: non ci limitiamo all’attività concertistica, ma ci dedichiamo allo sviluppo della nuova generazione di cantanti italiani, che formiamo al canto d’insieme guardando all’Italia del Settecento, considerata la culla delle più prestigiose cappelle musicali. Al vasto numero – solo a Napoli ne esistevano oltre 500, contando anche le più piccole – corrispondeva nella maggior parte dei casi una qualità eccellente, specie nella composizione… A partire dall’Ottocento, poi, la secolarizzazione della società e il conseguente affermarsi di un predominio della vocalità operistica hanno causato il declino delle nostre cappelle. In altri paesi non è stato così; quelli luterani, per esempio, nei quali la liturgia ha un rapporto strettissimo con la musica, per cui la tradizione ha potuto mantenersi. Far rivivere una cappella settecentesca: questo è il progetto del Ghislieri. Con il suono italiano e tutti i requisiti di pulizia e intonazione che sono necessari per fare polifonia come si deve. L’Europa offre un panorama vocale molto vario; ogni gruppo porta il suo messaggio, frutto della sua cultura e delle sue tradizioni; noi portiamo il nostro. Il segreto, per noi, è cantare sul fiato, in modo leggero, morbido, intonato, e con una pronuncia precisa e omogenea. Così dai suoni si formano gli armonici, che contribuiscono a fondere le voci e a creare un suono d’insieme compatto, così che spesso non c’è bisogno nemmeno di organici imponenti. Questo è quanto cerchiamo, coi colleghi di Coro e Orchestra Ghislieri, di trasmettere ai nostri allievi del Coro Universitario.
Le scelte chiare, unite alle nostre regole di lavoro, ci permettono di “buttare nella mischia” i migliori giovani, che selezioniamo individualmente per portare, a ogni concerto, i cantori più adatti, e quelli che possono trarre maggiore beneficio da ogni esperienza. Così avverrà anche a Parma durante questa residenza: un’occasione preziosa, che ci riempie di gioia perché permette ai nostri allievi di confrontarsi sul campo con una grande orchestra e con grandi maestri.

Giulio Prandi
Direttore Artistico e Maestro del Coro