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Simone Rubino

percussionista in residenza
Simone

Rubino

«Quello che la musica continua a insegnarmi, nessun’altra disciplina lo fa. Innanzitutto mi dà la possibilità di diventare un essere umano migliore, un amico migliore, un figlio migliore e quando sarà il momento… un padre migliore!
Ogni giorno mi insegna ad ascoltare: in questo senso il lavoro con l’orchestra mi fa stare attento a considerare fondamentale la differenza abissale tra sentire e ascoltare. Posso sentire quello che uno dice, ma non è detto che io lo ascolti.

Ascoltare implica la comprensione: qui risiede la grande differenza

Essere artista in residence mi consente di creare un processo a lungo temine, artistico ma anche educativo, nel senso di dare e ricevere quello che si impara dal prossimo. La “residenza” implica degli obiettivi che si devono raggiungere, obiettivi che si trasformano in progetti da portare a termine. Inoltre, nel mio caso specifico, come percussionista, mi permette di far conoscere uno strumento giovane – che paradossalmente è anche il più antico – nei suoi aspetti tecnici, creativi, innovativi, musicali. Voglio provare a comunicare il fascino delle percussioni e nel contempo desidero mettere in campo le mie idee, mirate ad andare oltre ai limiti “storici” identitari legati alla concezione verticale della musica da loro prodotta, che sento possano essere superati. Bartók ad esempio, nella Sonata per due pianoforti e percussioni, le aveva sviluppate inventando per loro un accompagnamento più melodico, quindi… orizzontale!»

È stato più volte definito l’enfant prodige delle percussioni. La personalità musicale di Simone Rubino è stata plasmata dal leggendario Peter Sadlo, storico timpanista della Müncher Philharmonicher prediletto dal grande Celibidache. La vittoria al prestigioso concorso dell’ARD-Musikwettbewerb di Monaco e il premio Credit Suisse Young Artists Award al Festival di Lucerna, hanno fatto il resto.