e

Festival
Arturo Toscanini

Parma, giugno 2020

Parma

DAL 6 AL 21 GIUGNO 2020

Nell’anno di Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura, La Toscanini promuove il suo primo festival nel nome di Arturo Toscanini, il più influente direttore d’orchestra del XX secolo. Parma città musicale per eccellenza ma anche città di grandi radici storiche, che ha vissuto l’inizio del XX secolo con particolare slancio e vitalità, dal punto di vista dell’economia, della cultura, dello sguardo sul mondo.
Il Festival Toscanini, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma, presenta 16 appuntamenti dal 6 al 21 giugno 2020: 14 concerti, un convegno, uno spettacolo di teatro musicale, due film accompagnati da musica dal vivo.
Nei concerti si esploreranno i vari generi: sinfonico, cameristico, la musica sacra, la musica vocale da camera e il melodramma.

In arte Toscanini

PERCHE' UN FESTIVAL TOSCANINI

Mettere in dialogo Arturo Toscanini con alcune delle espressioni creative della sua epoca, in un Festival multidisciplinare, non è solo rivivere in profondità quel tempo tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. Intrecciando le suggestioni date dall’incontro tra musica, poesia, teatro, architettura, arti figurative e cinema, pensiamo di creare una sorta di contenitore per vedervi rispecchiata la qualità del lavoro realizzato dal direttore d’orchestra Toscanini, sganciandolo dalle solite a volte banali considerazioni sulla persona. Desideriamo poter concentrare il discorso sulla reale unicità del suo messaggio per dire che, a fianco di quelle espressioni artistiche, poniamo l’Arte Direttoriale di Toscanini.
Ci pare opportuno partire dal senso di Toscanini per la direzione d’orchestra nell’intento di istituire un legame forte (non solo formale) tra il Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra a lui dedicato e il Festival, il cui concerto inaugurale coincide con la Finale della competizione.
E il legame si basa su sorprendenti considerazioni del Maestro di carattere etico, in netto contrasto con lo stereotipo del direttore egocentrico ed accentratore.

 

Spesso avevo l’impressione, guardandolo, durante l’esecuzione, che egli quasi
desiderasse di essere invisibile, per non frapporsi fra gli ascoltatori e la musica.”
Samuel Antek, violinista NBC Orchestra

L'arte del direttore

TRA LE VOCI DELL'ARTE

Sappiamo che Arturo Toscanini, con infinita modestia, vedeva il mestiere del direttore d’orchestra come una sorta di appendice non del tutto indispensabile all’arte musicale.
Un pensiero netto che gli ricordava di essere un semplice intermediario artistico tra il creatore e gli orchestrali; tra questi e il pubblico, tra il creatore e il pubblico.
Facciamo nostre tali conclusioni estreme, radicali, sapendo che da quella presunta debolezza scaturisce la forza che ha portato lucidità alle sue interpretazioni sempre logiche, coscienziose, convincenti ed appassionanti. Da esse prendiamo il codice di accesso per cercare di cogliere appieno la sua Arte Direttoriale che il Festival Arturo Toscanini si propone di esaltare come tale, inserendola tra le altre autorevoli voci dell’Arte.

 

Ho diretto come in un sogno: mi sembrava di essere altrove
Arturo Toscanini

Un repertorio sconosciuto

DA SCOPRIRE

Curioso ed aperto, Arturo Toscanini ha ammesso più volte la volontà che lo ha spinto a sperimentare:
le novità non sono tutte interessanti, mi sono quindi attaccato al meglio!” A proposito della nuova musica da scegliere: il senso che aveva per lui il termine interesse sconfinava con quello dell’utilità, per cui la musica inutile era quella che non gli trasmetteva la percezione di una reale qualità e dunque non ispirata.

Dedicato alla musica italiana e non soltanto, il Festival attraverso l’omaggio a Toscanini si lega nel contempo alla volontà di ridare smalto ad autori e a composizioni, molte delle quali chiedono di essere ancora pienamente conosciute.
Spinti dalla volontà di valorizzare un certo nostro repertorio, il carattere multidisciplinare della manifestazione ci induce inoltre a considerare quelle musiche come parte di quell’immenso patrimonio artistico racchiuso nel nostro Paese che esige attenzione ed apprezzamento.

E se la sua bacchetta fosse un pennello?

UN FESTIVAL MULTIDISCIPLINARE

Creare liaison tra le arti, è una delle finalità del Festival poiché attraverso i collegamenti, le suggestioni si moltiplicano o l’eventuale complessità propria di un’idea artistica, se raccontata
in altro modo, potrebbe non apparire più tale. Inoltre la forza delle idee, spesso contraddittorie, che attraversano la prima parte del secolo breve potrebbe esserci riconsegnata con maggiore
veridicità.
La multidisciplinarietà non è solo un’idea per arricchire la proposta della manifestazione, ma costituisce la volontà di prendere alla lettera, per quanto possibile, un principio estetico di
rilevanza europea che domina i primi del XX secolo e che investe anche l’Italia.
Il fatto di porre al centro del cartellone il punto di vista di un musicista di tale caratura, ci permette di rispettare in pieno quell’idea.
Far interagire tra di loro le varie arti corrisponde ampiamente ad uno dei principi estetici di fine Ottocento, sviluppati in seguito. In quegli anni poeti come i simbolisti hanno sperimentato facendo interagire musica e letteratura, considerando come denominatore comune proprio la musicalità dell’espressione.

 

La musica e la pittura sono sorelle e, direi, anche sorelle gemelle… la mia stessa bacchetta è un allegorico pennello che rotea nell’aria ed esprime quei colori che l’esecuzione tradurrà in suoni.
Arturo Toscanini