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Wim Mertens incontra la Filarmonica tra tradizione e innovazione

Nell'ambito del Barezzi Festival, un concerto in prima assoluta e in esclusiva nazionale: il pianista e compositore fiammingo Wim Mertens insieme alla Filarmonica Arturo sul palco del Teatro Regio per una serata speciale dedicata alle sue composizioni.

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Wim Mertens
Editoriale/
10/11/2017

“It’s a great opportunity and chance to work with the Filarmonica Arturo Toscanini and conductor Carlo Guaitoli. The symphonic orchestra and its tradition need new repertoire and gets this way connected to our time. The music composed today finds its way to new audiences. Each composer deals with new relationships between the traditional instrumental groups (winds, strings, percussion and harp) in the orchestra”. W.M.

Dopo tanti concerti, in Italia, per piano e voce, in duo, in quartetto o con l’ensemble, finalmente una importante produzione e un presitigioso festival permettono un concerto esclusivo, per la prima volta nel nostro paese, durante il quale Wim Mertens, importante compositore e pianista fiammingo caposcuola della nuova musica europea, suonerà il suo repertorio con i sessanta componenti della Filarmonica Arturo Toscanini, una delle più importanti orchestre sinfoniche italiane, diretta da Carlo Guaitoli (a sua volta pianista, direttore e collaboratore da molti anni di Franco Battiato). Una straordinaria performance con un repertorio che attraversa i quasi quarant’anni di carriera di Mertens. Una prima parte dedicata a “When Tool Met Wood” (un lavoro pubblicato nel 2013 e composto per la città portoghese di Guimaraes) e una seconda parte con composizioni da “Integer Valor”, “Jardin Clos”, “Skopos”, “Zee Versus Zed” fino ai classici della colonna sonora di “The Belly Of An Architect” e alle hit di “Struggle For Pleasure” (un disco degli esordi di recente ristampato in vinile dalla Materiali Sonori).
Un concerto già presentato in molti teatri in Europa, Giappone e America con le più rilevanti orchestre sinfoniche e che finalmente trova in Italia l’occasione più prestigiosa grazie al Barezzi Festival, nello storico scenario del Teatro Regio di Parma.

 

 

 

WIM MERTENS, Pianista e compositore fiammingo/ Mertens si è imposto come ricercatore di musiche non convenzionali, come un artista paradigmatico nel frastagliato universo dell’avanguardia europea. Le sue composizioni, improntate da chiari echi provenienti dalla tradizione classica e da una vocazione melodica di matrice popolare, appaiono sostanzialmente leggere, cariche di bellezza, ma anche intrinsecamente complicate, spesso articolate in ardite strutture labirintiche. Sviluppate attraverso un’intricata matassa di citazioni e richiami.

Di lui si ricorda: un intenso lavoro sempre in equilibrio fra teoria e pratica; la lunga serie di prodotti discografici, dagli album per pianoforte e voce a quelli realizzati con originali piccole orchestre, a quelli dedicati a uno strumento solo; le colonne sonore per il cinema e il teatro; la feconda attività concertistica; le storie raccontate non con le parole, ma con l’intima delicatezza del suo personale linguaggio vocale; le orchestrazioni inconsuete…In oltre vent’anni di carriera ha fatto breccia sugli animi più sensibili, ma forse anche su una fetta di umanità contraddittoria e inaridita, preoccupata ma disponibile verso la libertà intellettuale, verso una spiritualità laica, verso l’uso dell’intelligenza. Mertens è un vero e proprio maestro della divulgazione d’avanguardia, con la sua musica colta e accessibile. Una musica senza confini, senza timori, senza nome. Dagli esordi con i Soft Verdict alle colonne sonore per Peter Greenaway e Jan Fabre, fino alla evoluzione “orchestrale” dei progetti più recenti, il compositore belga ha saputo aggiornare le intuizioni minimaliste di Philip Glass con una emozionante gamma di armonie Mertens divenuto noto al grande pubblico negli anni ottanta, con la composizione Struggle for Pleasure, colonna sonora di uno spot della Merit è anche autore del libro American Minimal Music: un lavoro dedicato alla scuola statunitense della musica minimalista. Lo stile di Mertens, nonostante abbia vissuto una continua evoluzione nel corso della sua prolifica produzione, è riconoscibile per il minimalismo, l’ambient e l’avant-garde, pur mantenendo sempre un forte fondo melodico.