• VINICIO CAPOSSELA

Diffondi la musica

Suonare con l'orchestra? Una delle più belle esperienze in musica della mia vita!

La musica di Vinicio Capossela ha sempre avuto organici strumentali inconsueti e partiture che hanno beneficiato di grandi penne dell’arrangiamento orchestrale come Antonio Marangolo, Tommaso Vittorini, Evan Lurie, Enrico Gabrielli, Stefano Nanni. Il repertorio, la varietà timbrica e la complessità armonica si prestano a una scrittura ampliata per orchestra sinfonica, ed è quanto si sperimenterà con la Filarmonica Arturo Toscanini arrangiata e diretta da Stefano Nanni, da molti anni stretto collaboratore del cantautore, che tra Parma e Reggio si è formato musicalmente.

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Vinicio Capossela
Editoriale/
20/07/2017

Pensieri e parole di Vinicio Capossela sulla sua esperienza con la Filarmonica Arturo Toscanini

“Nella mia diseredata gioventù, quando per maneggiare un pianoforte trovavo rifugio presso le corali liriche della città, i miei primi amici musicisti sono stati giovani di varie parti d’Europa che trovavano asilo nell’orchestra giovanile dell’Emilia  – Romagna Arturo Toscanini. E’ una specie di cerchio che si chiude fare il mio primo concerto con orchestra sinfonica proprio con la Toscanini. E’ una gioia poter mettere a balia le canzoni nelle stanze timbriche di un corpo orchestrale. Abitare tra i fagotti, le viole, le percussioni sinfoniche. Che esperienza di meraviglia. Sarà un poco come avvicinarsi al bosco di Pierino e il Lupo, e addentrarsi nel fiabesco, un modo senza altra teatralità che non sia la musica, di realizzare la sospensione dell’incredulità. L’orchestra sinfonica, che meraviglioso ottovolante pieno di gelati e ghiaccioli di lacrime al caramello”.

 

Che cosa è mai un’orchestra?
Un leviatano, un mammut, un dinosauro con due cervelli – uno in testa e uno in coda – tale è la distanza tra le sue estremità… essere in mezzo alla sue tempeste tra le sciabolate dei violini, le cariche dei corni, delle trombe e degli ottoni…lo scudo dei legni, l’incedere dei tamburi, la batteria dei contrabbassi… è una specie di esercito napoleonico, una cosa da ussari in parata!
La musica è il campo di battaglia, il campo di gioco. Vale ogni piroetta, tutto è un gioco preso molto seriamente.
L’orchestra  Toscanini, nel carapace trasparente dell’Auditorium Paganini, condotta e arrangiata dal maestro Stefano Nanni, è stata una delle più belle esperienze in musica della mia vita, musicale.
E così speriamo per voi!

 

Repertorio:
– Bardamù e Polka Warsava
– Marajà
– Con una Rosa
– Stanco e perduto
– Zampanò
– Una giornata senza pretese
– Nella pioggia
– Resto qua
– Dove siamo rimasti a terra Nutless •Intermezzo Cavalleria Rusticana
– Lettere di soldati
– Le Pleiadi
– Il Grande Leviatano
– Le sirene
– Pryntill
– Camminante

Cantautore, poeta, scrittore e fantasmagorico entertainer, VINICIO CAPOSSELA (Hannover, 1965) debutta nel 1990 sotto l’egida di Renzo Fantini (Paolo Conte, Francesco Guccini) con il disco “All’una e trentacinque circa”, che gli vale la Targa Tenco, premio che gli verrà attribuito altre tre volte negli anni successivi. Se sono i primi dischi “pre-biografici”, come “Modì” (1992) e “Camera a sud” (1994), a confermarne il talento in Italia e all’estero – è del 1995 un prestigioso sold out al Theatre de la Ville di Parigi – con “Il ballo di San Vito” (1996) arriva il primo deragliamento musicale di Capossela: fanfare macedoni e la chitarra di Marc Ribot si fondono in una musica che vive di riferimenti e rimandi immaginifici e al tempo stesso più personali. Coliche di immaginazione le definisce lo stesso Capossela, che approfitta di un never ending tour di due anni circa per realizzare nel 1998 il suo primo album dal vivo, intitolato “Liveinvolvo” e realizzato con la complicità di Neat Veliov e della sua Kocani Orkestar. Importanti, in questo primo periodo della sua carriera, anche le incursioni nel mondo del teatro, dove lavora con la compagnia di Paolo Rossi a spettacoli come “Pop e rebelot” (1993) e “Milanin Milanon” (1994). Sempre con Paolo Rossi, Capossela fa il suo debutto televisivo nel programma “Scatafascio” (1997-1998), per il quale firma l’omonimo brano.

Dall’album “Canzoni a Manovella” (2000) in poi, Capossela rivolge la sua attenzione a temi più universali, spesso ispirati alla grande letteratura, da Melville a Céline, da Dante ad Omero, mentre la sua attività concertistica, tanto in Italia che all’estero, è sempre più tesa alla rappresentazione dell’opera in forma di spettacolo e a radicarsi al tempo stesso in una serie di eventi unici senza repliche.
Non mancano poi nel curriculum di Capossela gli appuntamenti fissi, come i Concerti per le Feste che si svolgono puntualmente ogni anno dal 1998 al 2013 nei giorni di Natale al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (Reggio Emilia). La passione per il progenitore ortodosso di Santa Klaus, vale a dire Santo Nicola, e la favola del Natale vede inoltre Capossela, nell’arco di un decennio, realizzare ben tre radioracconti a tema natalizio: “Canto di Natale” (2001), “I cerini di Santo Nicola” (2008) e “Il gigante e il mago” (2009).

Nel 2003, dopo due anni di intensa attività concertistica, arriva “L’indispensabile”, la prima raccolta di successi contenente anche la sua prima cover di sempre, “Si è spento il sole” di Adriano Celentano. I lavori successivi, “Ovunque Proteggi” (2006), “Da Solo“(2008) e “Marinai Profeti e Balene” (2011), oltre ad incarnarsi in spettacoli di grande successo, forniscono lo spunto per una documentazione filmata, come nel caso dei due live “Nel niente sotto il sole” (2007) e “Solo show” (2009). Accanto ai progetti discografici Capossela lavora anche a progetti inediti, come quello realizzato nel 2007 con il violoncellista Mario Brunello in occasione del “Genio Fiorentino” e dedicato alle “Rime” di Michelangelo intitolato “Fuggite, amanti, amor”.

Radio, scrittura, cinema, sono spesso confluiti nel percorso artistico di Vinicio Capossela, segno distintivo di un artista che da sempre non considera ma, anzi, travalica le barriere esistenti tra le diverse arti: è del 2004 il suo primo romanzo, “Non si muore tutte le mattine”, da cui trae uno spettacolo di teatro d’ombre e le “Radiocapitolazioni“ trasmesse da Radio 3. Nel 2009 pubblica, sempre per Feltrinelli, “In clandestinità” con l’amico-poeta Vincenzo Costantino “Cinaski”. Il libro diventa un reading che i due presentano in tutta Italia dove, al posto del palcoscenico, ci sono un ring, un giudice, un pianoforte e i due in scena per un improbabile quanto realistico incontro di boxe, dove parole e canzoni sostituiscono i pugni. Alla Grecia e al rebetiko, “più che una musica, un modo di vivere”, Capossela dedica invece il disco “Rebetiko Gimnastas” (2012), il film “Indebito” (2013), girato insieme al regista Andrea Segre, presentato in anteprima al festival di Locarno e proiettato al cinema con enorme consenso di pubblico e critica, e il libro “Tefteri, taccuino dei conti in sospeso” (2013), pubblicato da Il Saggiatore.

Nell’estate del 2013 Capossela è impegnato in diversi progetti: presenta un nuovo spettacolo nello stupefacente scenario di Villa Adriana, “Il Carnevale degli Animali e altre bestie d’amore”, che lo vede protagonista insieme al Trio Amadei ed ai solisti della Vianiner Philarmoniker, spettacolo replicato anche l’estate successiva al prestigioso Ravenna Festival e in altri contesti. Sempre nel 2013 debutta come produttore per il disco “Primo Ballo” della Banda della Posta, un album di musiche per sposalizi con cui si esibisce in un tour di più di cinquanta date. Sul tema dello sposalizio, inoltre, incentra la prima edizione del Calitri Sponz Fest (2013), un festival da lui ideato e di cui è direttore artistico. Il festival viene riproposto anche nell’estate del 2014 con il tema Mi sono sognato il treno e nell’estate 2015 con il tema Le vie dei muli i sentieri dei miti.

Nell’aprile del 2015 Feltrinelli pubblica il suo quarto libro, “Il paese dei Coppoloni”, candidato al Premio Strega. A giugno 2015 risulta l’autore più votato del Dante al Premio Strega e viene premiato dai circoli di lettura dei comitati italiani ed esteri della Società Dante Alighieri. Il 29 agosto, nell’ambito dello Sponz fest, festeggia la Notte d’argento per i suoi 25 anni in musica: un grande concerto con ospiti speciali, durato più di 7 ore nella stazione di Conza in Alta Irpinia, preludio di un tour celebrativo intitolato “Qu’Art de Siècle”, che lo vede esibirsi in Italia (Catania, Milano, Roma e Venezia) e nelle principali città europee (Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Zurigo, Berna, Salonicco) in una serie di concerti-atti unici per ospiti e repertorio.

Il libro “Il paese dei Coppoloni” porta in dote un film-documentario prodotto da LaEffe per la regia di Stefano Obino intitolato “Vinicio Capossela – Nel paese dei Coppoloni”, presentato al cinema nel gennaio 2016 e la cui colonna sonora è tratta dal nuovo album di studio dell’artista, “Canzoni della Cupa”. Il disco, diviso in due lati (Polvere e Ombra), è uscito il 6 maggio 2016 ed è stato seguito da un lungo tour di presentazione (organizzato da F&P Group) diviso in due parti: una prima estiva, intitolata “Polvere”, ambientata in spazi all’aperto, ed una autunnale intitolata “Ombra” nei principali teatri italiani.

Primavera e estate 2017 sono dedicate a “Atti Unici e qualche rivincita”: non un tour, né uno spettacolo che si ripete, ma un esercizio di eclettismo in luoghi di Italia di alta suggestione.
Lo Sponz Fest, l’evento originante in Alta Irpinia, di cui Capossela è direttore artistico, giunge quest’anno alla sua quinta edizione e si svolgerà dal 23 al 27 agosto con il titolo “All’Incontre’R – Rivoluzioni e mondi al rovescio”.