• Diego Fasolis

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Händel: una sfida

Tra gli specialisti più apprezzati del barocco, musicista conteso dalle più grandi orchestre, Diego Fasolis dirige per la prima volta la Filarmonica Toscanini in tre concerti "tutto Händel" del quale vengono eseguiti due dei capolavori più conosciuti e apprezzati: Water Music e Music for the Royal Fireworks (Parma 7-9 aprile, Piacenza 8 aprile)

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Diego Fasolis
Editoriale/
07/04/2017

Un programma “tutto Händel”, è una sfida?
La sfida c’è tutta per i musicisti che suonano prevalentemente repertorio dell’800. Sta al direttore riuscire a trasmettere le linee essenziali di un linguaggio specialistico molto raffinato, legato alla dizione e al testo. Occorre fin da subito molta comprensione reciproca… Come del resto è accaduto con la Filarmonica fin dal primo giorno di prova: si è creato un bel clima e sono certo che tutto il bagaglio di studio, in particolare quello sulle articolazioni, realizzato per interpretare questi pezzi, possa essere d’interesse anche per l’altro repertorio.

Che lavoro ha fatto con l’orchestra durante le prove?
Pensando allo strumento che imita la voce umana, a proposito di articolazione, vale a dire al modo di pronunciare i suoni, se pensiamo alle vocali e delle consonanti, la musica barocca è legata maggiormente a queste ultime, diversamente la musica dell’800 è basata su vocali; e ancora qui occorre diversificare le arcate: tra la ‘buona’ e la ‘cattiva’, una prassi che nell’800 si perde.

Per fare un paragone con le arti figurative, se questa musica chiede che il colore venga dato con un pennello grosso quella del ‘700 rigorosamente con le matite.

Come può definire la musica di Händel?
Händel aveva la facoltà di ottenere il massimo risultato con il minimo dell’energia necessaria. La musica è semplice, ma chiede di rispettare quelle micro variazioni che la rilanciano: occorre ben ‘sostenere’ queste arie straordinarie realizzate con pochi mezzi. Anche questa della Water Music e Music for the Royal Fireworks è musica semplice, tuttavia essendo stata creata per circostante solenni ed all’aperto, necessitava da un numero di musicisti soprattutto i fiati, impressionante. Un massa sonora che noi, con gli strumenti moderni, anche con un numero più esiguo, riusciamo ad ottenere ugualmente. Nonostante tutto, occorre sempre suonare in modo elegante e raffinato. Guai se non facessimo così! Perché la Terza Suite della Water, non è certo spettacolare ma fascinosamente cameristica.
Curando anche questi aspetti si è sicuri di colpire l’emozione. E ancora… il virtuosismo: ci dev’essere.

perché la musica di Händel sembra che tracci un filo diretto tra l’energia del cosmo e l’energia che serve all’uomo per accedere a quelle sfere.

In queste pagine esprime qualcosa di sacro, di liturgico, tale è da intendersi l’ingresso del re – e qui la musica rende omaggio al potere morale – coinvolgendo il sovrano ma anche il pubblico.
Per dirla in breve: è una vera festa ma la musica è semplice, casalinga.

Tornando al modo d’eseguire la musica del ‘700, in che modo intende interpretare oggi la musica di Händel?
La lettura che intendo dare a questo Händel la costruisco con i musicisti.

Per questo motivo, ho voluto togliere il podio … io non sono in cattedra, tuttalpiù creo la dimensione univoca per conservare l’eleganza e la nobiltà anche dove c’è forza.

Dare risalto al valore di queste opere vuol dire dunque far uscire in particolare quella paletta di colori corrispondenti, che so a una fanfara o a una piccola bourrée, per ricondurle sul piano delle emozioni.

 

 

DIEGO FASOLIS / Riconosciuto nel mondo come uno degli interpreti di riferimento per la musica storicamente informata, unisce alla versatilità e al virtuosismo un rigore stilistico apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionali che lo seguono nei maggiori festival europei ed americani.
Inizia la carriera negli anni ’80 come concertista d’organo con centinaia di concerti, e con l’esecuzione regolare delle opere integrali di Bach, Buxtehude, Mozart, Mendelssohn, Franck e Liszt, prosegue l’attività come direttore musicale.
In tale veste è stato nominato nel 1993 direttore stabile dei complessi vocali e strumentali della Radiotelevisione svizzera e dal 1998 de “I Barocchisti”, orchestra barocca con strumenti storici da lui fondata con la consorte Adriana Fasolis-Brambilla prematuramente scomparsa, a cui ha dedicato nel 2013 una Fondazione benefica per il sostegno della Musica e della Natura. Ha rapporti di collaborazione come maestro ospite con complessi di primo piano internazionale e con le voci più importanti del panorama internazionale.
Dal 2011 collabora strettamente con il grande mezzosoprano Cecilia Bartoli in progetti di risonanza mondiale, registrazioni audio e video ed importanti tour concertistici, l’ultimo dei quali dedicato ad autori italiani e tedeschi presenti negli archivi di San Pietroburgo.
Nel 2011 Papa Benedetto XVI gli ha conferito un Dottorato honoris causa per la Musica Sacra.
Per il suo impegno nella riscoperta del repertorio operistico ha ricevuto numerosi dischi d’oro e Grand Prix du Disque per opere di Händel e Vivaldi e nel 2013 un Echo Klassic per Artaserse di Leonardo Vinci. Nel 2014 ottiene due nomination ai Grammy Awards per quest’opera e per il trionfale progetto Mission con opere di Agostino Steffani.
Dal 2013 è regolarmente presente al Festival di Salisburgo, dove nel 2015 ha allestito Semele di Händel e Iphigénie en Tauride di Gluck. Nel 2016 raccoglie l’eredità di Nicholaus Harnoncourt eseguendo tre volte la Nona Sinfonia di Beethoven al Musikverein di Vienna con Concentus Musicus Wien e A. Schoenberg Choir.
Tra gli impegni di rilievo presenti e futuri menzioniamo Tamerlano con Placido Domingo al Teatro alla Scala, Le Compte Ory all’Opernhaus di Zurigo, l’Orfeo di Gluck al Théâtre des Champs Elysées, Il Turco in Italia alla Staatsoper di Amburgo, La Cenerentola all’Opera Royale de Wallonie, il Così fan tutte al Teatro Regio di Torino e la Clemenza di Tito all’Opera di Losanna e L’Incoronazione di Poppea alla Statsoper di Berlino.
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