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Alessandro Nidi: la musica senza separazioni tra generi

Per Alessandro Nidi, la musica è una, senza separazioni tra generi. Questa è la sua dichiarazione d’intenti quando lavora per adattare e arrangiare qualsiasi brano riuscendo all’occorrenza, nell’intento di abbattere anche i confini di genere, costruendosi spazi più vasti, comunque tutti suoi, dove può esprimersi in libertà

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Alessandro Nidi
Testo/

Editoriale/
15/12/2017

La sua è una volontà cosciente e controllata a tal punto che nel far notare qualche “volo strano”, riesce a motivare il perché lo sta facendo, cosa vuol dire, a chi si sta riferendo. Ecco perché il suo, è un talento speciale. E non esiste una musica che gli faccia paura, pur nel più totale rispetto di essa. Questa sua capacità di sconfinare con l’arte dei suoni, sta alla base di buona parte degli spettacoli che costituiscono il Progetto Educational dedicato dalla Toscanini per i giovani studenti.

Domenica 17 dicembre Nidi ritorna, nell’ambito dei Concerti Aperitivo, con l’Ensemble della Filarmonica Toscanini e la voce recitante di Roberto Recchia per un programma dedicato ai futuristi per il quale in alternanza con i testi ufficiali di Marinetti, Palazzeschi o Petrolini, ha aggiunto musiche -per lo più canzoni- dalle più svariate caratteristiche: da Rascel, a Nebbia, da Svampa a Battiato.

“Soprattutto un compositore mi preme citare, ed è Rodolfo De Angelis un personaggio incredibile, noto anche come attore, pittore e poeta vicino agli ambienti futuristi che ho scoperto lavorando ad uno spettacolo per l’attrice Maddalena Crippa. Di lui ho arrangiato per orchestra Tinghe Tanghe Tanghe e la Canzone Tirolese, brani che colpiscono per la melodia semplice e popolare, percorsa da un’inaspettata ironia. Essa si manifesta, anche musicalmente, nei cambi di ritmo, nei temi interrotti all’improvviso, e spassosi quanto alternativi suoni onomatopeici. Pensando al loro arrangiamento, mi sono detto: “Provo ad affondare il colpo… sono curioso di vedere cosa succede!” E così ho fatto. Mantenendone il carattere popolare, ho provato a condirle di sonorità tipiche della musica “seria” del ‘900, come effetti stravinskiani o addirittura a situazioni atonali. Mi riferisco a una sorta di scherzo tra note tonalissime ma che, nel ricorrersi incessantemente, creano la perfetta anarchia. »

Quando si dedica al lavoro di arrangiamento delle canzoni, Nidi procede per immagini prendendo però le mosse da un’idea precisa, alla quale non intende rinunciare.

«Desidero sempre personalizzare il mio intervento che quindi realizzo senza riprendere i pezzi per “ricalcarli” meramente. Non mi appartiene questa modalità di lavoro! Cerco invece di farli miei, cercando delle motivazioni, mettendo a fuoco certe immagini, appunto, e se si tratta di canzoni, tali immagini, che si traducono in emozioni, spesso nascono dal testo»

Può fare degli esempi?
Mi viene in mente, quando per lo spettacolo con la Toscanini e Francesco Guccini e ho dovuto riprendere le sue canzoni che come sappiamo per lo più sono suonate dalla sola chitarra. Arrangiando ”La Locomotiva”, la suggestione legata al ritmo costante, con un intenso crescendo, mi ha riportato allo stile minimalista americano. Un’altra associazione l’ho avuta per “Il vecchio e il bambino” la cui orchestrazione in alcuni punti ricorda musiche di Puccini e Mascagni: l’ho fatto per omaggiare il vecchio e le musiche del suo tempo! In questo caso ho preso spunto dal testo che mi ha spinto a prendere in considerazione situazioni diverse dall’originale e soprattutto lontano dalle citazioni ‘facili’.

Come lavora?
Dopo aver avuto l’idea, la ‘concretizzo’ al pianoforte, quindi con il computer procedo all’orchestrazione realizzando così la partitura. È molto interessante questo lavoro al computer che mi permette di sperimentare in completa libertà.
Naturalmente ha avuto riscontri per questo stile personalissimo di arrangiatore….
Certo, ho avuto molte soddisfazioni! Con questa modalità ho lavorato per un disco di Elio e le Storie Tese e, proprio in questi giorni, è uscito il cd “Sconfinando” con arrangiamenti sinfonici di brani di Giorgio Conte. Un altro progetto molto interessante, sempre per la Toscanini, l’ho realizzato con Moni Ovadia sulle canzoni di Enzo Jannacci

C’è un disegno più generale che sta dietro alla suo essere arrangiatore?
Sento dentro di me il desiderio di cercare di unire mondi musicali diversi, attraverso la commistione di stili: una modalità creativa che porta sempre nuova linfa al mio lavoro, facendo nascere nuove suggestioni ed emozioni. Capita a me che le penso, ma sono sicuro che possa succedere anche a chi ascolta … Non è bello per una canzone d’amore citare ad esempio l’Ave Verum di Mozart?

Questo lavoro non poteva non farlo senza una solida preparazione accademica….
Senza dubbio! Non avrei potuto lavorare in questo modo. Tuttavia ho approfondito lo studio – complice, da anni l’impegno continuo, con i più grandi registi del teatro di prosa, un nome fra gli altri quello di Peter Stein- cercando di dare spazio a quegli aspetti che sentivo più mei. Il tutto è partito sempre insieme alla Toscanini nell’87 per l’opera di Franco Battiato Genesi. Situazioni classiche le ho create per le canzoni di Alice e Giuni Russo.

E il pubblico l’apprezza?
Sì certo, anche se costituisce un problema molto serio la mancanza d’attenzione verso la musica classica! Occorre fare di più e lavorare pensando a coinvolgere il pubblico soprattutto quello giovanile!