• Workout Pasubio

WoPa Temporary Parma è un luogo di sperimentazione; è uno spazio inclusivo di progettazione culturale e sociale.L’insieme di edifici denominato ex-Manzini/ex-CSAC si trova in prossimità del centro storico di Parma, nel quartiere San Leonardo nella prima periferia della città.

 

La zona in cui si colloca il padiglione ex-Manzini è quella della prima espansione industriale della città oltre le mura agli inizi del XX secolo, favorita dalla vicinanza della rete ferroviaria che meglio consente l’insediamento delle prime fabbriche importanti di Parma. La maggior espansione del quartiere avviene nel secondo dopoguerra, periodo in cui il sistema insediativo si allarga senza una vera regia ordinatrice attorno al ruolo attrattore della stazione ferroviaria, nonché di via Trento, asse principale del quartiere e prolungamento della centralissima via Garibaldi.
Il contesto attuale, caratterizzato da una forte connotazione sociale e multienica e costituito da un tessuto edilizio disordinato, dove predomina la residenza a fianco di una forte presenza di piccola industria, artigianato e commercio, è attualmente interessato da importanti interventi di riqualificazione urbana che hanno l’ambizione di costituire volano per una rigenerazione complessiva della parte nord della città di Parma.

Il padiglione si trova lungo il margine sud del quartiere su via Palermo, poco distante da via Trento, nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria ed a pochi passi dal centro storico.
L’immobile è stato per anni sede della ditta Manzini, che produceva macchinari per l’industria alimentare. La ditta, attiva fin dall’Ottocento, a partire dal 1925 si insedia in un lotto compreso tra via Palermo e via Brescia, dove si realizza lo stabilimento su progetto dell’arch. Camillo Uccelli. Gli edifici attuali sono costruiti a partire dal 1945, in seguito ai bombardamenti del 1944 e termineranno nel 1963, con la realizzazione del “padiglione Nervi” (così detto per il particolare tipo di copertura a campata unica di grandissima dimensione realizzata su presunto brevetto dell’ing. Nervi).
Dopo il trasferimento delle attività produttive nella nuova sede di via Paradigna, negli anni ‘80 il Padiglione Nervi e altre parti del complesso sono ceduti alla “Maestri S.p.a.”, la quale a sua volta stipulerà in un secondo momento un contratto d’affitto con l’Università degli Studi di Parma.
Nel 1984 si avvia così il recupero, che terminerà nel 1990, della storica fabbrica per ospitare al suo interno la sede temporanea del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) e della sua raccolta artistica. Molti sono i lavori intrapresi: internamente l’intervento più rilevante è la suddivisione del volume del Padiglione Nervi in tre piani attraverso impalcati metallici utilizzati sia per archiviare le opere d’arte che per esporle. Dopo il trasferimento dello CSAC nell’ex Abbazia di Valserena in Paradigna, il complesso rimane inutilizzato.
Tra il 2004 e il 2006, gli edifici vengono acquistati dalla STU Pasubio per la realizzazione del P.R.U. Pasubio, solo in parte attuato; in questa ottica viene demolito il capannone ad est del Padiglione Nervi .
Attualmente l’edificio è costituito da tre corpi di fabbrica: il padiglione centrale (cosidetto Nervi), di circa 1.000 mq ed altezza massima di 18 m, presenta una copertura a volta in elementi prefabbricati appoggiata su 4 pilastri ad unica campata (luce di 25 m in un senso e 34 nell’altro); il corpo centrale è affiancato da due corpi di fabbrica anch’essi con copertura a volta (altezza massima di 11 m) poggiante su muratura portante in mattoni a vista: quello a nord,in parte su 2 livelli, di circa 900 mq e quello ad ovest di circa 700 mq (quest’ultimo potrebbe rimanere di proprietà privata ma con destinazioni d’uso complementari con quelle previste per la parte pubblica).
L’immobile, sarà ceduto al Comune di Parma in forza degli accordi tra Comune e proprietà, che regolano l’attuazione del comparto Pasubio.
È volontà dell’Amministrazione Comunale mantenere la struttura esistente quale memoria di archeologia industriale, pur in assenza di un vincolo della Soprintendenza. Scopri di più