Il Centro di Produzione Musicale "Multiplex"Il glorioso e storico Centro di Produzione Musicale "Tartini" da svariati anni sede delle prove delle orchestre è stato finalmente chiuso. Dal 30 giugno 2010, la Filarmonica Arturo Toscanini e l'Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna preparano i loro concerti presso la nuova sede Capitol Multiplex di San Pancrazio. Ora un nuovo capitolo si apre dunque nella storia della Fondazione Toscanini, i cui complessi avranno a disposizione tre sale di cui quella grande sarà adibita a sala per le prove d'orchestra, nella sala intermedia saranno ricavati un'altra piccola sala prove e dei camerini, mentre la terza sala sarà dedicata agli strumenti. Nella sala grande ci sono per 250 poltrone per il pubblico. Inaugurato ad ottobre 1997, il Multiplex è stato il primo cinema multisala di Parma. Quella di San Pancrazio, tuttavia, non sarà una collocazione definitiva. «Abbiamo un contratto per i prossimi quattro anni che ci permette di risolvere il problema dell'inadeguatezza dell'attuale sede di via Tartini - spiega il presidente Maurizio Roi - ma da qui a quattro anni dobbiamo trovare una soluzione che ci consenta di avere gli uffici e la sala prove nello stesso luogo». L'ex multisala, per le sue caratteristiche acustiche, rappresenterà comunque una soluzione temporanea di tutto rispetto, anche se saranno necessari alcuni adeguamenti. «Ovviamente a San Pancrazio non faremo concerti - precisa il segretario generale della Fondazione, Luigi Ferrari - ma continueremo con la nostra attività di Educational con i ragazzi delle scuole, che verranno ad assistere non a delle semplici prove, ma a veri e propri programmi studiati per loro».
Gli ufficiDal 2009 gli uffici della Fondazione Toscanini: Presidenza, Segreteria Generale, Direzione Artistica, Ufficio Marketing, Ufficio Relazioni con il Pubblico e Attività per le Scuole hanno sede a Palazzo Melli (Via Emilia Est 38).
La biglietteriaContestualmente, l'anno scorso si è trasferita anche la biglietteria che si trova in pieno centro storico di Parma (vicolo san Moderanno) in un prestigioso spazio di interesse storico artistico. Questa nuova sede della Fondazione Toscanini nasce anche dalla generosità di un imprenditore locale: il colornese Roberto Melli. Si tratta di tre vani dell'edificio monumentale "complesso Sacco" che, con questa denominazione, si trova censito nell'elenco dei beni del patrimonio artistico dell'Emilia Romagna in strada XX marzo,15. La storia dell'edificio, per altro tutta da ricostruire, rimanda al medioevo e probabilmente la costruzione fu coeva a quella della cattedrale, quando era un monastero; poi passò, nei secoli successivi, a diversi proprietari tra cui i Sacco. Da monastero a residenza nobiliare ed infine, a quello che è adesso: coacervo vitale di laboratori artigianali, esercizi commerciali, residenze, ambulatori… Non per nulla, ci troviamo in uno dei borghi più caratteristici del centro storico dove forse è meglio rappresentata la storia urbana della nostra città. La biglietteria e l'archivio storico della Fondazione trovano posto in tre vani di ampie dimensioni, di cui due con volte a vela che, probabilmente, sono collocate nella parte più antica dell'edificio destinata a funzioni di rappresentanza, come si deduce dall'importanza stessa delle sale. Roberto Melli ha acquistato i locali dal sig. Dalcò che gestì fino agli anni '90 una famosa legatoria allestita nel secondo dopoguerra, un punto di ritrovo per intellettuali e scrittori. Durante i lavori edilizi, i saggi sulle pareti portavano alla luce diversi interventi pittorici tra cui affreschi della prima metà del '500 che sono stati recuperati. Poco o nulla, in fase di restauro, si è compreso di queste stanze. Erano forse le sale del teatro Sacco di cui vi sono alcune tracce in alcuni documenti? Furono affrescate con questi motivi particolari in occasione di nozze prestigiose, come si potrebbe ipotizzare dagli studi araldici nella stanza affacciata su vicolo San Moderanno? E a quali famiglie gli stemmi fanno riferimento? Si confida che studi successivi possano far luce sulla storia del 'complesso Sacco' sia sui cicli pittorici ritrovati. Per ora godiamo di questo piccolo gioiello! Un ringraziamento va alla Soprintendenza nella persona dell'arch. Ferrari per la preziosa collaborazione, alla restauratrice sig.ra Minetti per la cura del lavoro svolto, al direttore dei lavori geometra V. Ferrari e a tutte le maestranze che hanno collaborato al recupero di questi spazi. Il progetto di creare qui l'archivio storico della Fondazione Toscanini, ha trovato subito l'interesse di Roberto Melli, che ha aderito all'iniziativa mettendo a disposizione queste sale. E' un gesto con il quale l'imprenditore, in un momento particolarmente significativo della propria storia professionale, vuole ringraziare idealmente chi gli è stato vicino durante la sua lunga e faticosa carriera, ricca però di successi e soddisfazioni. In primo luogo la madre Luigia Zanardi Melli, la figura che più l'ha sostenuto in questi anni, scomparsa nel 2003, ma il cui ricordo è sempre presente in tutti i familiari. A lei sarà dedicato l'Archivio. In secondo luogo la gente dei nostri paesi e delle città, l'humus umano che rende così ricco il nostro territorio e che ha favorito la sua avventura umana ed imprenditoriale.
I soffitti affrescatiA seguito del restauro dei locali della biglietteria della Fondazione Toscanini, nel dicembre 2009, sono venuti alla luce preziosi dipinti. Sono stati ritrovati sotto uno spesso strato di colore e intonaco che per molti anni li ha coperti e tutto sommato conservati. La restauratrice Liliana Minetti di Fidenza ha eseguito il lavoro di recupero e ripulitura. Gli affreschi si trovano al piano terra del palazzo detto "Sacco" nella porzione di edificio che si ritiene più antica e che anche nei piani superiori conserva dipinti di epoca cinquecentesca. Le sale sono due: una con volte a vele nel quale la decorazione (sempre ad affresco) è limitata ad un festone di foglie e frutti che definisce il contorno dei profili architettonici, mentre al centro si trova un rosone incorniciato con raffigurata una figura femminile. La seconda sala, di forma rettangolare è completamente decorata con grottesche e figure maschili (nude) che sembrano danzare sorreggendo ghirlande di fiori. Tutte le figure sono girate verso un lato della sala dove si trovava una porta - finestra che probabilmente dava su un giardino esterno (come risulta anche in epoca settecentesca). Sull'atlante Sardi che riporta la pianta dell'edificio quando era già residenza dei Sacco. Nei quattro lati le figure sorreggono i blasoni con stemma inquartato, mentre nel centro una figura femminile, probabilmente Diana, è accompagnata da un amorino con tanto di arco e frecce. |










