Christian Arming, è un giovane direttore brillante , un musicista a tutto tondo che si entusiasma e nel contempo è capace di conservare una esemplare lucidità. Conversiamo con lui durante una prova del concerto che tiene domenica 13 febbraio all’Auditorium Paganini in cui, con Ivo Pogorelich al pianoforte, esegue il Concerto n.2 di Chopin e la Sinfonia n.4 di Brahms.
Arming ama alla follia il Giappone e Tokyo dove vive per tre mesi all’anno in quanto direttore stabile della New Japan Philharmonic Orchestra. “Là è meraviglioso e si mangia benissimo” – ci dice in tutta sincerità.
Artista curioso, ama sia il grande repertorio sinfonico, con una particolare predilezione per i musicisti della scuola ceca, ma anche la musica contemporanea e naturalmente il melodramma.
Come è stato l’incontro con Ivo Pogorelich?
Lui è molto simpatico. E dà un’intepretazione decisamente particolare del Concerto n.2 di Chopin.
Quel è la peculiarità della scrittura orchestrale di questo brano?
Chopin utilizza l’orchestra grande, vale a dire al completo, soltanto per il tutti; a ‘sostenere’ il solista, nelle sue ci sono pochi archi o qualche fiato. Si può dire che sia facile accompagnare questo Concerto, perché davanti in pole position, sta sempre il pianoforte: è lui che conduce, lo dice Chopin stesso, e nel nostro caso, Ivo Pogorelich, una personalità così forte ed altrettanto carisma, lo fa benissimo.
E il ‘suo’ Brahms è più classico o romantico?
Brahms ha diretto la sua Quarta Sinfonia a Meiningen nel 1885 e sull’originale che io ho studiato approfonditamente ci sono tante annotazioni. Anzi direi che Brahms ha scritto tutto: dai colpi d’arco, all’articolazione per i fiati, ai rubati. L’interesse che muovono questi appunti è inimmaginabile. Interpretando questa grande quantità di dati, viene da pensare che non è molto romantica ma piuttosto ‘classica’ nel senso più profondo. Ad esempio mettendo insieme alcune di indicazioni non esige ad esempio il ‘suono gonfiato’.
E la Filarmonica Toscanini come risponde?
Molto bene! E un’orchestra pronta, vivace e d ama quello che fa.
>A chi deve la sua formazione?
Una persona che mi ha molto aiutato è Seiji Osawa. E stato per me un mentore eccellente. Bravo e simpatico, e poi, soprattutto, non un divo, ma una persona normale Mi ha trasmesso il rigore e la grande tecnica per poter lavorare bene con l’orchestra anche nel momento delicato delle prove. Osawa è un personaggio molto efficiente, organizzato e chiaro.
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