Invito al concerto di Dietrich Paredes e Saleem Ashkar

Si consiglia l’ascolto…. per convincerci che se il genio di Mendelssohn non fosse esistito, l’evoluzione della musica sarebbe stata molto diversa.

 

Mendelssohn non è mai lodato abbastanza, se non altro per aver recuperato la grande tradizione della musica sacra di Bach e di Händel.
Così il maestro Zelter, lo descrive in una lettera a Goethe, “Forse ho un debole, ma non posso trattenere l’ammirazione per i grandi progressi di questo ragazzo di appena quindici anni. Il nuovo, il bello, la personalità, la diligenza, la tranquillità, la bellezza del suono, l’unità, il senso drammatico. Il senso della misura come se venisse da mani esperte …”
La memoria di Mendelssohn
Era dotato di una memoria prodigiosa: si racconta che mentre si stava recando ad un auditorium per eseguire il Sogno di una notte di mezza estate, si dimenticò nella carrozza gli spartiti dell’opera; per nulla demoralizzato dall’inconveniente la riscrisse subito tutta. Un’aneddoto in una riunione di musicisti, Listz arrivò portando con sé una novità di sua composizione e l’eseguì meravigliosamente al piano, lasciando i presenti sbalorditi sia dell’esecuzione sia della composizione che era del resto delle più complicate. Dopo una simile prova nessuna dei musicisti presenti voleva più suonare. Quand’ecco si avanzò Mendelssohn e tranquillamente si mise al piano, suonò né più e né meno che lo stesso brano complicatissimo che aveva suonato Listz non solo ripetendo alla perfezione ogni nota prodigiosamente ritenuta a memoria ma persino i gesti di Listz, che rise cordialmente a quello spettacolo incredibile.
Mendelssohn direttore d’orchestra
A Lipsia dopo il primo concerto al Gewandhaus: “Con tanta cura ed attenzione la gente rivela e segue le mie indicazioni che addirittura mi commuove e manifesta il proprio entusiasmo, dopo ogni movimento eseguito”. Racconta un testimone “….. lo sguardo penetrante di Mendelssohn controllava e dominava l’intera orchestra. Viceversa, tutti gli occhi erano puntati sulla bacchetta. Egli era in grado così di condurre, nella più ampia libertà, a suo piacimento la massa sonora, in qualsiasi momento. Se qua e là durante le esecuzioni egli permetteva qualche piccolo strappo al tempo stabilito, con ritardi o accelerati estemporanei, ciò era ottenuto in modo tale che chiunque credesse che lo si era preparato durante le prove”. Dall’Italia: la perspicacia critica mendelssohniana (lettera alla famiglia) un popolo intellettualmente insignificante e alquanto smarrito. Essi hanno una religione in cui non credono, hanno un papa e dei governanti e se ne ridono. Hanno uno splendido passato che non tengono in nessun conto. Non c’è perciò da meravigliarsi, quindi, se non riescono a godere delle cose dell’arte, se tutto quello che è bello è loro indifferente.”