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Muhai Tang
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Muhai Tang, il talento scoperto da Karajan alla guida della Filarmonica

Per Muhai Tang, l’anno fatidico è stato il 1983, quando conobbe Herbert von Karajan. Da lì è cominciata la sua carriera. “Il mio talento è stato scoperto da lui. Ero studente a Monaco quando decisi di partecipare ad un concorso per direzione d’orchestra a Salisburgo in cui il grande direttore era presidente di giuria. Io ero il migliore, ma non vinsi, per una questione formale legata all’età. Ma Karajan s’interessò a me chiamandomi alle prove con i Berliner. Trascorsi accanto a lui due anni molto intensi, in qualche occasione ho diretto la mitica orchestra dei Berliner. In questo modo, non solo mi sono perfezionato, ma ho imparato molto, tutto direi. Senza quell’esperienza adesso, sarebbe tutto diverso. Karajan si dimostrò con me disponibilissimo a tal punto da scrivere di suo pugno una lettera al governo cinese per consentirmi di rimanere in Europa per terminare il ‘perfezionamento’ con lui”.

Tang ritorna con piacere va dirigere la Toscanini. In passato, nel lontano 1985, fece un concerto con l’allora Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna. “Mi ricordo benissimo: nel programma vi era una Sinfonia di Beethoven, un autore che amo moltissimo del quale adesso eseguo la Sinfonia n.5. Quando penso a Beethoven, mi viene in mente Karajan , la fluidità del suo gesto, la sua mano capace di plasmare le note e di ‘lavorare’ il suono. Era irresistibile”.

A distanza di 25 anni come ha trovato la Filarmonica ?

Sono veramente felice di ritornare a dirigere l’orchestra che per altro adesso è molto differente: e decisamente cresciuta e soprattutto ricca di idee e dotata di spirito propositivo. Con la Filarmonica e Domenico Nordio, solista d’eccezione, abbiamo lavorato molto bene a questo programma. Tra l’altro, sono onorato di poter eseguire insieme al due autentiche rarità, due perle dell’affascinate musica italiana quali sono il Concerto Gregoriano di Respighi e la Tartiniana Seconda di Luigi Dallapiccola due pezzi in cui entrambi i musicisti attingono idee e forza dal passato. Non nego l’enorme piacere fa piacere che sia io a condurre la Filarmonica in questo percorso legato alla memoria di una tradizione musicale secolare, qual è quella italiana, che ha affascinato Respighi e Dallapiccola ma anche il sottoscritto.