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Dèneve, una carica di contagiosa simpatia
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Prima di arrivare a Parma ero due chili di meno e adesso due chili di più. Non male vero? Mangio bene e troppo. Lo sapevo che la città era speciale, ma si è rivelata di più rispetto alle aspettative. E poi in questi giorni sono stato immerso nella musica: sono andato al Regio, alla Casa di Toscanini a Parma Lirica. Cosa voglio più di così?, afferma Stéphane Denève, protagonista con la Filarmonica Toscanini all’Auditorium Paganini in un programma comprendente Dukas, Stravinskij e Rimskji-Korsakov: brani fascinosi che racchiudono riferimenti all’oriente, alla fiaba, alla danza.

Denève è francese purosangue, estroverso, simpatico nel profondo. Ha 38 anni con un’esperienza già consolidata: in questi anni è direttore della Royal Scottish National Orchestra e viene costantemente invitato da importanti istituzioni musicali; in giugno è alla Scala per dirigere il Faust di Gounod.Denève ha alle spalle una solida gavetta fatta con delle bacchette stellari: Solti definito tutto fuoco ed energia, Giulini dal magico carisma, Osawa e poi Prêtre che quando dirige certi autori, la sua musica è profumo.

Un'altra grande sorpresa è la Toscanini, un’orchestra davvero brava, che vuole fare bene. E soprattutto ama lavorare nei dettagli come il sottoscritto. Sento che questo è un’attitudine di tutti i musicisti della Toscanini.

Denève, pur prediligendo i francesi - non vede l’ora di dirigere il Pelleas - desidera dirigere tutta la musica: è reduce fra l'altro con la sua Scottish da una Sesta di Mahler, accolta con vivo successo.

Vorrei dirigere tutto, non cerco di ritagliarmi fette di potere… Sogno di vivere a lungo, afferma divertito, poi si alza…. E’ ora del concerto!

 

di Giulia Bassi