Due battute con … Diana Cahanescu

Uno Schubert irresistibile, tanto è raffinato, elegante e ricco di momenti musicali unici.
Così il primo violoncello della Filarmonica Toscanini, Diana Cahanescu commenta il Quintetto in la maggiore ‘La trota’ in programma nel Concerto Aperitivo dell’8 maggio al Ridotto del Regio. In questi giorni fervono le prove che vedono protagonista un gruppo affiatatissimo circa la linea interpretativa da tenere.

Insieme alla Cahanescu sono impegnati nell’esecuzione di questo capolavoro: Mihaela Costea violino, Gian Paolo Guatteri viola, Antonio Mercurio contrabbasso, Victor Derevianko pianoforte.
Il Quintetto ‘La trota’, mi è rimasto ne cuore già molti anni fa, spiega la violoncellista, quando lo sentii dal mio maestro Radu Aldulescu che a Riva del Garda lo suonò insieme (tra gli altri) pianista Bruno Canino ed il violista Bruno Giuranna.

La bellezza del brano, unitamente ad un’esecuzione impeccabile mi avevano affascinato già allora. L’impressione è di una musica che guarda in avanti come tutto Schubert; anche la sua struttura in cinque movimenti con il contrabbasso, è decisamente nuova per l’epoca. Dal punto di vista tecnico non appare così arduo come ad esempio la Sonata ‘L’arpeggione’ e -che per altro insieme a mio marito Victor Derevianko ho inciso-  i due Trii (Op.99 e Op.100) che sono veramente complessi, ma è piena di insidie. Innanzi tutto può essere travisata dato che ad una lettura superficiale può apparire leggera. Non è così. La presunta leggerezza che questa musica racchiude,  esige sempre una profonda tensione da esprimere cercando una eccezionale pulizia di fraseggio insieme ad una vasta gamma di sfumature.Penso alla quinta variazione dell’Andantino quando il violoncello deve cantare il tema cercando di imitare in modo sublime la voce umana…. è bellissima.

Così Diana Cahanescu commenta, mentre ripone il suo strumento un bellissimo ‘Guastalla’ del 1924, dal suono caldo ed avvolgente.

Che cos’è per ma la musica.. Che dire? È la mia vita. La possibilità di eseguire questi brani cameristici mi regala un’ulteriore spinta per approfondire un repertorio pieno di meraviglie.

A questo proposito la violinista Mihaela Costea aggiunge…
“La musica è la ninna nanna, perché ti calma, ti culla ti fa mantenere la forma. Non perdona ma ti perdona. E’ un’ insostituibile compagna di viaggio, ma anche il nostro respiro. Non potrei vivere senza la musica Quando nelle partentesi orchestrali ci concediamo questi momenti che in un certo senso fanno riposare le orecchio dai molti decibel, sentiamola forza di un’ arte che davvero in tutti questi anni mi ha davvero plasmata come persona accompagnando tutti i nostri stati d’animo.”

 

 

Editoriale/
04/05/2016