Due battute con … Daniele Ruzza

Parola a Daniele Ruzza, violinista del  Quartetto Farnese che insieme a Caterina Demetz, Behrang Rassekhi e Micaela Milone suoneranno musiche di Bedrich Smetana e Antonín Dvorák al prossimo concerto aperitivo

Corrispondenze Boeme è il titolo del concerto aperitivo del Quartetto Farnese: quali sono i contenuti artistici del progetto?

Quando abbiamo deciso di suonare insieme in quartetto si è posto il problema del repertorio da affrontare per “conoscerci” visto la differenza di provenienze di scuole e cultura da cui provenivamo. Abbiamo cercato un repertorio che non fosse classico ma nemmeno troppo vicino ai giorni nostri e che potesse dare soddisfazione a tutte le nostre caratteristiche senza essere fine a se stesso ma in un ottica di reciproco scambio di idee e di grande coinvolgimento emotivo ed intellettuale.

Accostarsi alla cultura Boema ha comportato particolari ricerche storiografiche e filologiche? Ci sono aneddoti e curiosità che ci potete raccontare sui quartetti in programma?
Abbiamo prima scelto Smetana e poi Dvorak e insieme è cominciata la nostra avventura musicale! Smetana era direttore dell’orchestra del teatro provvisorio boemo quando la prima viola era Dvorak, tuttavia gli stili sono ben diversi.
Smetana scrive questo quartetto ispirandosi a periodi ben definiti della propria vita e nei singoli movimenti è possibile rileggere quello che sono i suoi stati d’animo.
Il primo movimento evoca l’amore verso l’arte provato in gioventù, le atmosfere romantiche e una indefinita, inesprimibile incertezza, quasi un presagio della futura disgrazia, la sordità, che viene preannunciata dalla lunga e insistente nota finale del movimento, il II movimento:  (à la Polka) È un ricordo dei giorni felici della gioventù, quando Smetana era conosciuto come appassionato ballerino e amava comporre motivi di danza.III movimento Descrive la gioia del primo amore, l’amore per la donna che poi avrebbe sposato. IV movimento: Vivace
Alle soddisfazioni conseguenti i successi ottenuti utilizzando nella sua musica elementi del folclore nazionale, fanno da contraltare le ansie, gli scoramenti dovuti all’incombente sordità, questa sottolineata dal primo violino che interrompe bruscamente il vorticoso finale.

Il quartetto di Dvorak é invece influenzato da Wagner e Brahms nello stile ma con i temi e il tipico movimento dumka slavi , una forma di danza senza eguali. In 4 movimenti che si bilanciano in un opera insieme intima e brillante é il primo quartetto per archi di Dvorak entrato nei repertori . Si chiama quartetto slavo perché il committente Jean Becker del Florentine Quartet richiese un opera in quello stile.

Cos’è la musica?
Noi tutti siamo musica! Quando la nostra conoscenza e il nostro essere musicisti o auditori consapevoli e sinceri lo permettono la musica vive e risuona dentro di noi tutti! I grandi compositori ci hanno donato musiche frutto di grande ingegno, ricerca, sensibilità e umanità e la più grande gioia è condividere insieme le grandi emozioni e le grandi verità che queste musiche racchiudono.

Editoriale/
17/03/2016