• ORER incontra i Giovani Talenti

L’Orchestra Regionale dell’Emilia – Romagna in un concerto insieme agli studenti del Conservatorio Arrigo Boito di Parma

Gratuito

ORER Incontra i Giovani Talenti

Ingresso Gratuito fino ad esaurimento posti

30 gennaio 2016, 20:30

PROGRAMMA

G. Donizetti, da Don Pasquale “Quel guardo il cavaliere… So anch’io la virtù magica”
P. Mascagni, da Cavalleria rusticana “Voi lo sapete, o mamma”
G. Verdi, da Un ballo in maschera “Alzati… Eri tu…”
J. Brahms, Concerto per violino, op. 77, in Re Maggiore

 

Antonio De Lorenzi, direttore/
Yakomae Nao, soprano/
Li Siqi, mezzosoprano/
Lee Hasuk, baritono
Emma Parmigiani, violino/

 

Un’avvolgente atmosfera romantica domina il concerto nel quale si offre un assaggio delle eccellenze musicali di due paesi: l’Italia e la Germania. Il melodramma per il primo, con tre arie che rappresentano un condensato di altrettanti passaggi significativi della sua avvincente storia, e il genere sinfonico per il secondo, attraverso uno dei capolavori brahmsiani.
Rappresenta la tradizione belcantistica il Don Pasquale di Donizetti dal quale sono tratte le pagine, impeccabili per leggerezza, dell’aria di Norina “Quel guardo il cavaliere”  e dell’energetica cavatina di Norina “So anch’io la virtù magica”.
Quindi, le novità apportate dal teatro verdiano che -come si nota dall’aria “Eri tu che macchiavi” da Un ballo in maschera- trova ormai superate le ‘convenienze’ che non siano mirate a costruire un dramma scenico-musicale basato sulle sottolineature espressive della musica e della parola cantata. L’aria affianca ai drammatici squilli del recitativo, le mezze-voci e i gruppetti acuti del canto, intessuti a nostalgici abbandoni. Renato che la canta, è il baritono verdiano doc che richiede elevazioni liriche a registri quasi tenorili.
Infine il declamato melodico, caratteristico del racconto di “Santuzza Voi lo sapete o mamma” in Cavalleria Rusticana: non solo raccoglie la lezione dell’ ultimo Verdi, ma la esaspera secondo una concezione che rende duttile e dinamica anche la struttura.
Paradossalmente canta anche Brahms nel Concerto per violino op.77 composto nel 1878 per il solista Joseph Joachim e dove gli eroici furori dell’inizio, si stemperano in un’atmosfera di purissimo lirismo, culminante nell’ispirato Adagio centrale. Il risultato è una pagina straordinaria: per la bellezza melodica (stupendo il II tema dell’Allegro ma non troppo), per il fascino timbrico (mirabile il trattamento dei legni) e infine per il virtuosismo che percorre l’Allegro giocoso conclusivo, animato da un coinvolgente sound di sapore ungherese.

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