Concerti Aperitivo: Le viole della Toscanini

Le viole della Filarmonica Toscanini ai Concerti Aperitivo
Domenica 21 (ore 11) alla Sala Gavazzeni del CPM Toscanini con musiche di Schubert, Mahler, Strauss, Puccini, Šostakovic, Dvořák, Joplin.

Carmen Condur, Diego Spagnoli, Sara Screpis, Costanza Pepini, Marcello Salvioni, Stefano Sancassan, Claudia Chelli i musicisti che  compongono la sezione delle viole della Filarmonica Arturo Toscanini, guidati dal loro leader Beharan Rassekhi, presentano una serie di brani tratti dal grande repertorio sinfonico e cameristico e adattati a questa inconsueta formazione. x

 

Intorno alla viola 

Il violista non deve solo essere capace di suonare abilmente, come i violinisti, ma deve anche intendersi di armonia: in modo che, nell’insieme, quando si trova insieme al basso sappia suonare con moderazione, affinché la sua parte non risalti troppo rispetto all’altra…Quando suona in trio o in quartetto, il violista deve studiare accuratamente gli strumenti con i quali si accompagna, in modo da correggere, a seconda del caso, la maggiore o minore sonorità dello strumento. Se suona con un violino deve avere quasi la stessa sonorità, con un violoncello o un fagotto la medesima, contro un oboe deve suonare più piano, perché ha un suono più leggero rispetto alla viola. Con un flauto deve suonare molto dolcemente, specie se questo suona nel registro grave. (Johann Joachim Quantz, dal Trattato del 1752)

La viola è apparentemente solo un violino più grande e accordato una quinta sotto. In realtà i due strumenti sono mondi distinti. Essi hanno entrambi tre corde in comune, il la, il re e il sol. La corda del mi conferisce al violino una potente luminosità e un timbro metallico penetrante che manca alla viola. Il violino emerge, la viola rimane nell’ombra. In compenso, la corda del do conferisce alla viola un carattere acre, unico, compatto, un po’ rauco, con un retrogusto di legno, terra e acido tannico.
(György Ligeti)

Uno dopo l’altro gli strumenti tacciono. Resta solo la viola, e le è permesso di spegnersi, ma non di morire. Deve suonare per sempre; solo noi non la sentiamo più.

(Theodor Wiesegrund Adorno sul finale della Suite lirica di Alban Berg)

 

La parola a Behrang Rassekhi,  prima viola della Filarmonica Arturo Toscanini:

Filo conduttore del programma è la voce, in quanto i brani scelti sono per lo più tratti dal repertorio vocale o liederistico. Vorrei soffermarmi sul Lied di Schubert Erlkönig la cui musica contiene le quattro voci legate ai differenti caratteri dei personaggi, della tragica storia cui allude il brano: il narratore, il figlio, il padre e il re degli elfi distinti da stilemi musicali peculiari per ciascuno di essi. Gli interventi disperati del figlio, le spiegazioni positive del padre; il ritmo danzante e insinuante per il re, la tentazione, da parte del figlio, di abbandonare la lotta per la sopravvivenza. Tutti questi stilemi, ai quali va aggiunto l’andamento concitato del narrante, sono fusi in un unico organismo di straordinaria unità ed infinita drammaticità

 

L’interprete: Carmen Condur

Il ‘fondatore’ della musica Ceca è stato Smetana ma quello che lo ha resa famosa nel mondo è stato Dvořák: penso ai Duetti della Moravia e alle Danze Slave. Guidato dal motto “Dio, amore e patria”, il suo percorso creativo si caratterizza per la grande ricchezza melodica, la squisita sensibilità delle modulazioni che lo avvicinano ai Schubert.  La Danza slava n. 2 è nello stile della dumka, termine russo (da dumat, «rimuginare nella propria testa») che indica un tipo di canto popolare slavo di origine ucraina, in tempo lento.  Dalla melodia traspare un vivido sapore esotico che muta nel corso pezzo, mentre l’armonia si arricchisce di una gamma svariata di colori e nuances.

PROGRAMMA/

DMITRIJ ŠOSTAKOVIČ
Cheryomushki Galop
FRANZ SCHUBERT
Auf dem Wasser zu Singen, Lied D 774 
Erlkönig Lied D338
JOHANN STRAUSS
Unter Donner und Blitz Polka schnell op 324
GIACOMO PUCCINI
I Crisantemi elegia per archi
ANTONÍN DVOŘÁK
Danza slava n.2 op.72
SCOTT JOPLIN
The Entertainer
GUSTAV MAHLER
Ich bin der Welt abhanden gekommen dai Rückert-Lieder